Informazioni personali

Nema problema vise... Vale a dire: non c'è più nessun problema. Adesso ABBIAMO CAPITO. E lo scriviamo qui. Chi sono Nev e Mal? Troppo difficile spiegarlo. Tanto non capireste. Sono i primi. I migliori. Gli irriducibili. Siamo semplicemente noi. E da oggi siamo in TRE. DIGIEVOLVIAMO ancora...benvenuta LASSIE (che torna sempre a casa)!!!

PREMESSA

Favalandia, che è il principale soggetto del nostro blog, è una terra dove tutto è possibile: la scoprirete se avrete la pazienza di scorrere i vari post.

Favalandia
è tante cose, ma soprattutto è uno spaccato dell'università italiana e delle sue assurdità.

E' l'umiliazione di sostenere gli esami interrogati da incompetenti totali, è la normalità dei concorsi truccati, è l'indecenza di un sistema a cui ci stiamo, nostro malgrado, abituando, è l'assurdità di vedere dei semianalfabeti leccaculo e nullafacenti passare avanti a persone capaci, volenterose e dignitose (ma tu, Nicia, non mollare...sei infinitamente meglio di tutti loro e noi siamo con te).

Per questo Favalandia è la prima causa della nostra misantropia: a lei dedichiamo la nostra ironia più ancora del nostro rancore.

Noi, "perdenti ma di rango".

COLPO DI STATO

Dottorandi e ricevendi, interrogandi e pubblicandi, studenti, plebaglia e popolo tutto di Favalandia e dintorni...

cedino un poco i vostri alti pensieri e a me prestate orecchio: una nuova era sta per cominciare.

Sua Altezza (?vabbè, non proprio?) il Principe di Favalandia è stato quest'oggi spodestato.

E mentre qualcuno gli tributa il doveroso rispetto dell'uomo ferito, ovunque si levano grida e si diffonde un canto che fa

È lui il mago di Oz!
Il mago di Oz!
Il mago di Oz!
L'unico, l'inimitabile,
l'incontrastabile mago di Oz,
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz.
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz!

sabato 23 maggio 2009

Che cos'è una donna-oggetto?

Una conversazione come un'altra a casa di un'amica (che ringrazio pubblicamente della compagnia).
È un attimo e il concetto è già lì, senza preavviso.
Una frazione di secondo di assordante silenzio in cui ogni fanciulla attorno al tavolo ricapitolava quanti dei suoi cosiddetti “scopatori” l'avevano effettivamente trattata (o quantomeno pensata) come una donna-oggetto.
Nella frazione di secondo successiva, bella come tutto ciò che non ha una risposta immediata, in testa c'era già la domanda:
MA COS'È POI UNA DONNA-OGGETTO?
E cerchiamola questa risposta.
Intuitivamente parlando per donna-oggetto si intende l'esemplare femmina che viene scopato brutalmente dal sempre cattivissimo esemplare maschio in crisi ormonale.
Se ne dovrebbe dedurre che la femmina, vittima di cotanta meschinità, non è in grado di scegliere se acconsentire al rito dell'accoppiamento oppurre no.
Per contro il maschio, sempre preceduto dal profumo dolciastro della sua fama di don Giovanni, non è in grado di frenare il suo istinto animale che sibila costantemente al suo orecchio “vai e svuotati prima dell'esplosione”.
Dato che in tutto ciò non c'è nemmeno la parvenza di una seppur minima attività cerebrale, siamo costretti a concludere che i rapporti uomo/donna sono destinati ad essere governati dalla legge (io Tarzan, tu Jane) del “testosterone über alles”.
Ora: per quanto si possa effettivamente discutere sull'idea che il maschio sia mosso esclusivamente dalle necessità dei suoi beneamati genitali (e lo trovo chiaramente eccessivo, come ogni generalizzazione), rigetto totalemte l'idea della donna che come una perfetta cretina aspetta di farsi scopare e abbandonare, e poi magari si fa pure un piantino dopo.
E no.
Inaccettabile. E per giunta di uno sconcertante maschilismo.
Intanto bisognerebbe tenere presente che il sesso si fa in due, e grosso modo in egual misura (quindi scopare e non farsi scopare). Secondo: sarebbe il caso di cominciare ad accettare l'idea che l'esemplare femmina è dotato di libera scelta, e può decidere deliberatamente di voler fare sesso con un uomo (e questo al di là del giudizio sulla persona che una tale scelta inevitabilmente si porta dietro).
Per come la vedo io il problema è un altro: non si tratta di doversi confrontare con un uomo bastardo che tanto fa sesso con te e poi sparisce. Il problema è che, il più delle volte, bisogna confrontarsi con persone (uomini o donne che siano, perché il discorso non è limitato ai soli rapporti emotivo-carnali di sessi opposti) del tutto prive di curiosità. Il fatto che non sia importante chi sei, cosa pensi, cosa fai e perché non deriva dall'esclusivo intento di voler scopare, ma semplicemente dalla mancanza di stimolo a volerne saperne di più. E allora forse, in quest'ottica, la cosiddetta donna-oggetto non esiste in quanto tale; esiste una persona curiosa di fronte ad una persona arida (il fatto che poi, spesso per l'uomo curiosità significhi matrimonio è un altro capitolo).
Io, personalmente, lo trovo allarmante e spaventoso, molto più del pensiero che un uomo possa voler fare sesso con me perché è il momento del “vai e svuotati”.
E allora forse non è la rabbia a dover prendere il sopravvento, ma solo la tristezza disarmante di chi pensa che la curiosità sia il motore di un mondo che fondamentalmente non può che stare fermo.
Mal

Nessun commento: