Informazioni personali

Nema problema vise... Vale a dire: non c'è più nessun problema. Adesso ABBIAMO CAPITO. E lo scriviamo qui. Chi sono Nev e Mal? Troppo difficile spiegarlo. Tanto non capireste. Sono i primi. I migliori. Gli irriducibili. Siamo semplicemente noi. E da oggi siamo in TRE. DIGIEVOLVIAMO ancora...benvenuta LASSIE (che torna sempre a casa)!!!

PREMESSA

Favalandia, che è il principale soggetto del nostro blog, è una terra dove tutto è possibile: la scoprirete se avrete la pazienza di scorrere i vari post.

Favalandia
è tante cose, ma soprattutto è uno spaccato dell'università italiana e delle sue assurdità.

E' l'umiliazione di sostenere gli esami interrogati da incompetenti totali, è la normalità dei concorsi truccati, è l'indecenza di un sistema a cui ci stiamo, nostro malgrado, abituando, è l'assurdità di vedere dei semianalfabeti leccaculo e nullafacenti passare avanti a persone capaci, volenterose e dignitose (ma tu, Nicia, non mollare...sei infinitamente meglio di tutti loro e noi siamo con te).

Per questo Favalandia è la prima causa della nostra misantropia: a lei dedichiamo la nostra ironia più ancora del nostro rancore.

Noi, "perdenti ma di rango".

COLPO DI STATO

Dottorandi e ricevendi, interrogandi e pubblicandi, studenti, plebaglia e popolo tutto di Favalandia e dintorni...

cedino un poco i vostri alti pensieri e a me prestate orecchio: una nuova era sta per cominciare.

Sua Altezza (?vabbè, non proprio?) il Principe di Favalandia è stato quest'oggi spodestato.

E mentre qualcuno gli tributa il doveroso rispetto dell'uomo ferito, ovunque si levano grida e si diffonde un canto che fa

È lui il mago di Oz!
Il mago di Oz!
Il mago di Oz!
L'unico, l'inimitabile,
l'incontrastabile mago di Oz,
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz.
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz!

martedì 30 giugno 2009

Intermezzo. Omaggio al Buttero.

Domenica 28 giungo ore 00.45 circa:

"Mal, ha detto il Buttero che sei tanta roba"

Grazie, Sir Buttero. Lusingata.

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Colgo la brillante occasione che mi si è presentata (oltre che per distintamente salutarvi) per comunicarvi che in questi giorni il Principe e la First Lady Culo Dritto sono felici. Si sono ritrovati e si sentono molto vicini uno all'altra.
Ora sì che possiamo vivere tutti un po' più sernamente.
Mal

sabato 27 giugno 2009

I CAVALIERI CORAGGIOSI

(Premessa: in effetti i bambini un po' sporchini, le sagre in salite e quant'altro non lasciano molto spazio al blog. Ma dopo aver visto Lassie così scatenata non me la sono sentita di chiamarmi fuori. Ecco dunque il mio piccolo contributo).
L'università italiana versa, questo si sa, in stato di ormai prolungata agonia; le norme dello Stato italiano, tuttavia, non consentono ad oggi la pratica dell'eutanasia.
Nonostante ciò, molti coraggiosi martiri si stanno facendo carico, a rischio della propria libertà personale, del gravoso e quanto mai dolente compito di darle il colpo di grazia a dispetto del richiesto accanimento terapeutico: si tratta in realtà di un gesto nobile ed altruistico in cui non pochi si stanno cimentando; la gara di soliderietà ci riempie di commozione e colma il nostro cuore di una vivida speranza per il futuro.
Due soli esempi bastino ad illustrare le intenzioni di questi nobili cavalieri (ci perdonerete l'uso di un termine fuori moda, ma quanto mai adatto ad illutrare il loro modus operandi).
In uno dei limes Africae di Favalandia si sta tentando di promuovere un concorso per un ultracinquantenne, distante ormai diverse migliaia di anni luce dall'Università stessa. L'intento (per chi vuole intendere) è chiarissimo: alzare il più possibile l'età della docenza cosicché in un futuro prossimo si raggiunga il rinnovamento totale da una parte, dall'altra promuovere l'ingresso di anime pure, non contaminate da anni di vissuto universitario. E mentre l'ottimo ministro della pubblica Istruzione, l'ormai rivelatosi Brunetta, prosegue nel definire i ricercatori universitari "capitani di ventura", ci beiamo nella speranza delle avventure che questo coraggioso capitano neofita saprà donarci.
Non meno importante i nostri coraggiosi cavalieri hanno tentato di promuovere l'equivalenza tra "cultori" e "coltivatori" (con particolare riguardo ai coltivatori di pomodori e zucchini, per via della dieta mediterranea). Si sarebbe quindi finalmente potuto parlare di "cultori di zucchini e pomodori" e di "coltivatori di storia moderna, di storia del teatro, di filologia romanza o germanica, di storia dell'arte, di letteratura italiana, etc. etc. etc"; ma la loro astuta proposta non è stato compresa e ha pertanto suscitato le rivolte dei coltivatori, incapaci di intuirne fino in fondo la portata rivoluzionaria e ancora convinti dell'ormai antiquata necessità di saper fare il proprio mestiere.
Non importa.
Confidando nella loro indefessa opera, ci mettiamo ancora una volta nelle loro mani e continuiamo a sperare.
Allegramente,
Nev

venerdì 26 giugno 2009

OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO. SECONDA PUNTATA

SECONDA PUNTATA: DALLE COMMISSIONI AL PART-TIME


Scusate, ma proprio non resisto! Devo postare subito anche la seconda puntata... E' più forte di me!!! E poi alcuni articoli del regolamento sono davvero davvero divertenti!!

Cominciamo da dove abbiamo finito...


Le commissioni esaminatrici per l'ammissione ai corsi di dottorato di ricerca sono nominate con decreto rettorale, entro trenta giorni dalla scadenza del bando, su designazione del consiglio di dottorato e con parere favorevole dei consigli dei dipartimenti concorrenti.

* A giudicare dal roboante "sono nominate con decreto rettorale", parrebbe che di anno in anno le commissioni vengano nominate ex-novo, giusto? Non si dovrebbe sapere a chi tocca, vero? Strano però, perché io lo so sempre con un paio di anni di scarto... (si sa sempre un po' tutto con un paio di anni di scarto...). Le risposte possono essere solo due: o Favalandia fa statuto a sé (come il Vaticano) o io sono veggente…


Le commissioni sono composte da tre professori ordinari o associati o ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari attinenti al corso di dottorato, almeno uno dei quali esterno al consiglio di dottorato. Possono essere designati anche professori di altre università italiane o straniere. Non possono essere designati coloro che hanno fatto parte della commissione l'anno precedente.

* Ma che meraviglia! Sbaglio o c’è scritto “ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari attinenti al corso di dottorato”? Chissà come mai però ai ricercatori non tocca mai... Sarà che forse romperebbero le uova nel paniere? In fondo, il concorso di dottorato a Favalandia è trasparente!
Ah, ovviamente, ricordandovi il motto Le regole sono fatte per essere trasgredite ecc. ecc., a Favalandia abbiamo anche avuto uno stesso commissario per due anni di seguito… Non ci facciamo mancare niente, noi! Siamo dei signori!!


L'ammissione al corso di dottorato fino alla concorrenza dei posti stabiliti nel bando avviene sulla base della graduatoria di merito degli idonei redatta dalla commissione esaminatrice.

* Eh sì, è proprio una “graduatoria di merito”! Beh, ad essere del tutto sincera, io avrei usato un altro termine: le prima tre lettere coincidono, le altre sono leggermente diverse…


* QUESTO CHE SEGUE E’ IL MIO ARTICOLO PREFERITO!!

- Articolo 11 – Diritti e obblighi degli iscritti ai corsi di dottorato
Un iscritto al corso di dottorato non può essere iscritto ad altro corso di dottorato italiano o estero, o ad altro corso di studio post-laurea specialistica; fanno eccezione eventuali norme previste all'interno di convenzioni di cooperazione interuniversitaria internazionale.

* Se non sbaglio, questo è l'articolo preferito da Nev, quindi - come promesso - lascio a lei la puntata d'approfondimento... Faccio però notare a Ciuffo che si dice che non si può essere "iscritti ad altro corso di dottorato italiano o estero", e lui - al di là del congelamento - risulta comunque iscritto ad un corso di dottorato all'estero, no?!?


I regolamenti di cui all'articolo 5 disciplinano le modalità e i tempi di verifica dell'assolvimento degli obblighi formativi degli iscritti al corso di dottorato definiti nel piano annuale di attività di cui all'articolo 9, comma 2. In caso di giudizio negativo in una delle verifiche previste dall'organizzazione del corso è disposta l'esclusione dal corso con provvedimento rettorale adottato su decisione motivata dal consiglio di dottorato. La borsa di studio eventualmente erogata cessa a partire dalla data deliberata dal consiglio stesso.

* E’ disposta l’esclusione in caso di giudizio negativo? Ma quanto sono acidi! Menomale che Favalandia è la terra del Bengodi!! Dove l’assolvimento degli obblighi formativi non viene verificato, dove il giudizio negativo non viene mai dato, dove lo stipendio non viene mai cessato…


Gli iscritti ai corsi di dottorato non possono svolgere attività didattica universitaria. Se previsto nel regolamento del corso, è consentito affidare agli iscritti una limitata attività didattica sussidiaria o integrativa, anche tramite gli incarichi professionali di supporto alle attività didattiche previsti dai regolamenti dell'Università di XXX. In deroga a quanto previsto dal regolamento per la disciplina dei contratti per prestazione d'opera e a tempo determinato, gli incarichi per lo svolgimento di consulenza, le collaborazioni didattiche, è possibile affidare agli iscritti ai dottorati incarichi di supporto alla didattica dopo un solo anno dal conseguimento della laurea.

* A Favalandia anche chi non fa il dottorato può svolgere attività didattica, con cadenza regolare, e frequenza duratura e continuativa... Peraltro non passa nemmeno un anno da che sei laureato, che a Favalandia puoi già entrare in campo...


Sono compatibili con la borsa di dottorato:
- lo svolgimento di seminari riguardanti le ricerche del dottorando, purché non assuma le caratteristiche di corso di insegnamento o di simile attività didattica regolare

* No, no, questo non succede mai… i seminari non assumono mai caratteristiche di attività didattica regolare… SEEEEEEEEEEE, FIGURIAMOCI SE I DOCENTI RINUNCEREBBERO MAI ALLA LORO ATTIVITA' DIDATTICA!!!!!!


- le collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e pubblicazioni in genere, anche di tipo elettronico e multimediale, purché non abbiano caratteristiche di abitualità e sistematicità.

* Sì, certo, questo si sapeva, le pubblicazioni non mancano mai!!, anche sulle riviste che non hanno mai spazio per nessuno...


- Articolo 12 – Esame finale
Per comprovati motivi (!!! n.d.r.) che non consentano la presentazione della tesi nei tempi previsti, il rettore, su proposta del consiglio di dottorato, può concedere al candidato all'esame finale una proroga di durata non superiore ad un anno. La proroga non dà diritto alla prosecuzione della borsa.

* Ciuffo, senti qua: a Favalandia la proroga dura molto più di un anno (3-4 anni in media)… Però, sia chiaro, è accettata SEMPRE E SOLO “per comprovati motivi”.
Esempio di motivi comprovati: “Ho trovato troppo materiale, e in tre anni non sono riuscito a finire, anzi a dare retta ce ne sarebbe ancora da andare a pescare” [beh, sai com'è, sapersi limitare e rientrare nei termini previsti è una capacità, non un difetto! anche perché il sapere è infinito, non per questo il dottorato deve durare in eterno...]; oppure: “ Ho concluso la ricerca, ho messo da parte tutto il materiale, ma devo ancora scrivere” [beh, in fondo, hai avuto solo tre anni, cioè solo 1.095 giorni per copiare e incollare tutto... in effetti, è un po' dura...]; o anche: “Non ho fatto un cazzo in tre anni, e ora qualcosa devo scrivere” [beh, sì, diciamocelo, le prime due risposte sono modi eleganti per celare quest'ultima verità...]
Risposta: PROROGA DI 200 ANNI ACCOLTA!


-Articolo 13 – Ammissioni in soprannumero
Su richiesta del Consiglio di dottorato, possono essere ammessi, in sovrannumero, insegnanti di ruolo in servizio a tempo indeterminato nella Scuola secondaria superiore, in numero non superiore al 30%, con arrotondamento all'unità superiore, dei posti messi a concorso.

* DEDICATO AD AUREOLISSIMA!!!


Il regolamento di un corso di dottorato può prevedere lo svolgimento del corso “part-time”, previa approvazione del consiglio di dottorato; tale autorizzazione deve prevedere la durata massima per la frequenza al corso, comunque non superiore alla durata standard aumentata del 50%. Un dottorando part-time perde diritto alla borsa eventualmente assegnata, e contribuisce, ai fini del numero massimo di iscritti a corsi di dottorato ammissibili, per 0.5.

* Ma sono davvero cattivi questi che hanno stilato un simile regolamento!! Fortunatamente a Favalandia (tutti in coro!) Le regole sono fatte per essere trasgredite: i borsisti hanno un contratto che prevede di per sé la frequenza del corso part-time, senza nemmeno bisogno dell’autorizzazione… E anzi, stanno per raggiungere un nuovo accordo: le ore di part-time diminuiscono mano mano che ci si avvia verso la conclusione.
Vi riporto di seguito la scheda informativa:

I° anno: 2 giorni a settimana (giorno di ricevimento del tutor - giorno della lezione dottorale);
II° anno: 1 giorno a settimana (giorno di ricevimento del tutor)
III° anno: mezza giornata a settimana (a piacere)
IV° anno: 3 ore a settimana (a piacere)
V° anno: 1 ora a settimana (l'ora di ricevimento del tutor)
VI° anno: FERIE!

FINE DELLA SECONDA PUNTATA DELLA FICTION: OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO!

Lassie (se non l'aveste capito, oggi mi girano i cosiddetti!)

INTERMEZZO

Udite, udite! Il Sig. Qudriennale ha già pubblicato su quella rivista in cui - pare - non ci sia mai spazio...
Era una mattina, in un giorno di sole: "Buongiorno, salve, senta, io avrei un saggetto sul xxx di xxx. Le andrebbe di darci una lettura? Poi magari se le interessa, volevo anche proporle di pubblicarlo"
Risposta: "Beh, sì, deve essere molto interessante ma, vedi, purtroppo non c'è mai spazio nella nostra rivista! E' tutta piena piena, quindi anche se sarà senz'altro stimolante, non posso proprio pubblicarlo".
"Ok, la ringrazio. Comunque, guardi, mi farebbe piacere poter collaborare con voi, anche per altre sezioni".
"Ma certo, sei la benvenuta, anzi avevamo bisogno di collaboratori nuovi. Ti chiamerò senz'altro!"
Ero già pronta a ricevere la chiamata, un po' come dopo aver visto Samara, e invece... Un anno è passato, e nessuno mi ha cagato!!

Eh già, le riviste zeppe zeppe dove non c'è mai spazio per nessuno, se non per quei 9-10 dottorandi di due sole scuderie... Chissà come mai ne resta fuori solo una!

Sempre più schifata...

Lassie

giovedì 25 giugno 2009

OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO. PRIMA PUNTATA

PRIMA PUNTATA: DALLE FINALITA’ AL CONCORSO DI AMMISSIONE


Ecco finalmente il mio primo post serio… Dopo la fiction sentimentale, gestita in grande stile dalla nostra Mal, ecco che compare la fiction accademica…
Ovviamente, come mio solito, manterrò un’impostazione altamente scientifica, con tanto di documenti e articoli alla mano. Si tratta nientepopodimenoché del REGOLAMENTO DI DOTTORATO DELL'ATENEO XXX!
La versione integrale è troppo lunga (nonché assai noiosa e poco interessante in alcune sue parti), per cui estrapolerò solo gli articoli più ghiotti e facilmente commentabili.
Ad ogni modo sono stata costretta a creare più puntate, perché c’è molto da dire…

MOTTO DEL REGOLAMENTO:
Le regole sono fatte per essere trasgredite, e in qual miglior luogo se non a FAVALANDIA?


- Articolo 1 – Finalità
L'Università di XXX istituisce corsi di dottorato di ricerca, al fine di fornire le competenze necessarie per esercitare presso università, enti pubblici o soggetti privati attività di ricerca di alta qualificazione scientifica.

* Fare imprescindibili non-ricerche già argomentate e concluse da altri significa acquisire competenze di alta qualificazione scientifica? Beh, in effetti, l’essenziale “copia-incolla”, mica tutti sono capaci di farlo come si deve! Ci vuole capacità, intelligenza, scaltrezza!
Vi pare poco selezionare una frase, copiarla ed incollarla su un altro documento? Apri e chiudi le virgolette, cambia la grandezza del font, riporta gli estremi in nota…
Sì, certo, sfottete sfottete, tanto, solo al dottorato ti insegnano che ci sono ben tre modi per farlo: dal comando “Modifica” sulla barra delle applicazioni; cliccando il tasto destro del mouse; oppure – ATTENZIONE, SEMPRE PIU’ DIFFICILE!! – tramite tastiera: ctrl+C e ctrl+V per Windows / Mela+C e Mela+V per Mac).


- Articolo 2 – Istituzione
La durata del corso di dottorato, che non può essere inferiore a tre anni

* Ecco dove sta l’inghippo! Ecco perché nessuno si addottora in tempo!! I dottorandi di Favalandia sono troppo troppo rispettosi delle regole. La regola dice che il dottorato non può durare meno di tre anni; ciò spaventa a tal punto che lo si fa durare almeno il doppio!


- Articolo 9 – Borse di studio
L'attività dei corsi di dottorato inizia entro il mese di gennaio. Ai fini amministrativi, l'inizio del corso è fissato al 1 gennaio

* Anche a Favalandia il corso inizia entro il mese di gennaio, ma mica è specificato di quale anno... Il corso inizia sì, entro il mese di gennaio, ma del terzo anno...


Ogni iscritto al corso di dottorato sottopone annualmente all'approvazione del consiglio di dottorato un piano contenente la descrizione degli obiettivi di studio e di ricerca, e dei relativi programmi di attività, per l'anno in cui il piano stesso si riferisce. Tali piani, una volta approvati, costituiscono riferimento esclusivo per la verifica annuale dell'assolvimento degli obblighi formativi da parte di ciascun iscritto a corso di dottorato.

* Vi prego di prestare attenzione al “verifica annuale dell'assolvimento degli obblighi formativi” e al “tali piani costituiscono riferimento esclusivo per la verifica annuale dell’assolvimento degli obblighi formativi".
Dunque se gli obblighi formativi sono fare tutto meno che la ricerca di dottrato, ebbene sì, i dottorandi di Favalandia sono al primo posto!! Come al solito si confermano I MIGLIORI!!


La durata dell'erogazione della borsa di studio è pari all'intera durata del corso, fatti salvi i casi di sospensione o decadenza per mancato adempimento agli obblighi previsti dal regolamento del corso indicati nel bando.

* Suppongo che gli obblighi siano connessi al procedere della ricerca... Ma allora, c'è qualcosa che non torna... Se a Favalandia il dottorato lo si finisce in 6 anni (anziché i canonici e richiesti 3), significa che gli obblighi non vengono portati a termine... E allora com'è che i soldi se li beccano lo stesso? Con tanto di 50% in più per i soggiorni all'estero.
Vediamo, vediamo… Forse ho capito, a Favalandia il dottorato è un surrogato di Alpitour: lo fai per avere agevolazioni su viaggi, vacanze, gite turistiche... Averlo saputo prima... Vabbe', tanto io non sono tra I MIGLIORI!


La conclusione del corso avviene il 31 dicembre dell'ultimo anno della durata del corso stesso.

* Cioè, a Favalandia il 31 dicembre del sesto anno...


- Articolo 10 – Concorso di ammissione
Il regolamento del corso disciplina le prove di ammissione; il concorso di ammissione è per titoli ed esami, che comunque devono prevedere una prova scritta, assicurare un'idonea valutazione comparativa dei candidati, e tempi ristretti per l'espletamento. Sono valutabili come titoli ai fini dell'ammissione il curriculum universitario pregresso e la tesi di laurea.

* Eh sì, la tesi di laurea vale parecchio: vi si valuta il nome del primo relatore…


Il bando di concorso per l'ammissione è emanato dal rettore entro il 30 giugno di ogni anno, che ne cura la pubblicità, compresa la pubblicazione, almeno per avviso, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nonché la comunicazione al MURST. Il bando di concorso indica comunque:

d. le modalità di svolgimento delle prove di ammissione.

* Ovviamente a Favalandia non esiste nessuna modalità!! Ricordate il motto: Le regole esistono per essere trasgredite ecc. ecc… E qua merita soffermarsi...

Eccoci alla prova di dottorato!

PARTE PRIMA. LO SCRITTO:
“Mi raccomando, ragazzi, siete ad un concorso di dottorato, ci sono pochi posti a disposizione, rispettate le regole!
1. Spegnete i cellulari;
2. Ogni volta che dovrete uscire, consegnate il vostro foglio alla commissione, aspettate l’autorizzazione, andate e tornate in tempi brevi;
3. Depositate le tesi (che avete portato con voi, secondo il bando di concorso) che è vietato consultare durante la prova;
5. In fila venite a firmare, e consegnate il vostro progetto di ricerca di 2000 parole (sempre richiesto dal bando). Tutto chiaro?”.

Alt! Una mano alzata: “Senta, io ho letto solo ieri sera il bando, e proprio mi è sfuggito che fosse previsto un progetto di ricerca”… Reazione della platea: “Anch’io non ce l’ho! – Nemmeno io! – [ma la mia preferita è stata]: Guardi, io l’ho saputo stamani e ho scritto una paginetta a mano, va bene lo stesso?”
Potete immaginare la risposta, vero? “Senta, se lei non è nemmeno in grado di leggere un bando di concorso, figuriamoci se può fare un dottorato… Arrivederci e grazie!”… Non ci credete nemmeno voi, eh? E infatti: “Va bene, non vi preoccupate, portatelo pure il giorno dell’orale (cioè 20 giorni in più a disposizione per stenderlo…)

“Possiamo procedere con le prove?”
Alt! Altra mano alzata: “Senta, io non avevo capito di dover portare una copia della tesi, ma c’è scritto sul bando?”… Reazione della platea: “Neanche io pensavo di doverla portare – Nemmeno io, e ora?”
Risposta (non ve lo faccio più il trabocchetto): “Va bene, mi raccomando però, portatela domani mattina subito”.

Chi dovesse essersi sintonizzato su questi canali a metà del discorso, penserà che sto parlando dell’asilo. No, ragazzi, per niente, sto parlando di un concorso di dottorato!!

Comincia la prova. Tre temi… Quale faccio? Ci vuole concentrazione, devo pensare a tre possibili scalette per poi scegliere quella che mi è più congeniale.
Mi concentro, mi concentro… No, c’è un cellulare che squilla! Va bene, non dovrebbe capitare, ma lasciamo stare.
Riproviamoci. Mi concentro, mi concentro… No, è arrivato un SMS…
AVETE ROTTO LE PALLEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!
Qualcuno è stato forse buttato fuori? No, certo che no! Risposta della commissione: “Via, su, ragazzi, spegnete il cellulare”
N.B. Alla maturità ti cacciano se ti suona il cellulare, ma ad un concorso di dottorato ovviamente no! Perché alla maturità c’è ancora il dubbio che ti vada bene o no, al concorso c’è la certezza di come andrà a finire…

Metà mattina…
Cominciano a farsi sentire i naturali bisogni fisiologici… Quale era la regola? Consegno il foglio alla commissione, aspetto l’autorizzazione, esco il tempo necessario e rientro.
…Ok, fatto tutto, secondo le regole!

Beh, anche altri cominciano ad alzarsi… Ma dov’è il foglio? E’ rimasto al banco? Vabbe’, dai, capita… E la richiesta di uscire? Manco la cagano la commissione… Vabbe’, dai, staranno pochissimo! Come no? 15 minuti…

E c’è pure chi, senza ritegno, si avvicina alla sua tesi, se la prende, e se la porta al tavolo consultandola… La commissione sarà infuriata! No, manco per niente, osservano senza commentare...

Ma la chicca della mattinata è stata un cervello seduto dietro di me: esce senza consegna del foglio e senza permesso… Vabbe’, ormai abbiamo visto che la prassi è questa. Sarà andato in bagno….
5 minuti. Vabbe’, starà facendo la grossa…
10 minuti. Vabbe’, la tensione gioca brutti scherzi…
15 minuti. Vabbe’, si starà fumando anche una sigaretta…
20 minuti. Vabbe’, forse si è fumato una canna…
25 minuti. Vabbe', si sarà ucciso...
30 minuti. Rientra…
Però ha qualcosa di diverso… Mi sembrava più "leggero" quando è uscito. Ah, ecco cosa! Il panierino!: una bottiglietta d’acqua, e il pacchetto con il panino (che ovviamente mangia durante la prova).
AH, E’ ANDATO AL BAR, C'E' STATO MEZZ'ORA… E MICA GLI E’ STATO DETTO NIENTE!!!
FINE DELLA PROVA SCRITTA

PARTE SECONDA. L’ORALE
Tocca a me. “Allora dunque, prendiamo il suo compito scritto… No, guardi, in mezzo a tutte queste buste (20 scarse) non lo trovo. Di cosa parlava?” Io: “Beh, ho parlato di xxx”. Commissione: “Ah, sì, me lo ricordo, ma non c’è bisogno di riparlarne. Mi parli del suo progetto di ricerca”…
FINE DELLA PROVA ORALE

FINE DELLA PRIMA PUNTATA DELLA FICTION: OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO!


Lassie

martedì 16 giugno 2009

IL PIÙ INTELLETTUALE DEL REAME

Lieti vivevano in un castello
col marcondirondirondello;
mai avevan visto un contadino:
facevan tardi a tirar mattino.

E whisky kid col suo cirano
e un produttore napoletano
registi, critici e premi vari,
rossi al crepuscolo i cardinali.

Erano al centro dell'argomento
tutta questione d'allenamento;
di notte a turno scendevan le scale
gridando al buio della sala centrale:

"Su, dimmi, specchio delle mie brame,
chi è il più INTELLETTUALE del reame?
su, dimmi specchio delle mie brame,
chi è il più INTELLETTUALE del reame?"

(R. Vecchioni, con piccola licenza poetica)


«Mia signora, è difficile a dirsi - rispose lo specchio - voi siete certamente molto intellettuale, ma la schiera degli aspiranti è assai nutrita e ciascuno porta buone credenziali.

C'è il novello genio degli studi umanistici, che qualunque cosa sia lo "lo leggerà volentieri";
c'è il Monsieur Le Quadriennal che ha catalogato non so quanti scenari;
c'è Ciuffo che ha congelato un dottorato, ne porta avanti un altro e intanto doce;
c'è Mister La-Perfezione-Sono-Me che fa politica d'intelletto e mostra il volto da stiro e ammiro;
c'è Dòtto che cinema-musica-orchestra e non saluta quando è con la gente che conta;
c'è quello che organizza convegni a Parigi e se la Sorbona è chiusa "andremo in una brasserie";
c'è quel tale che crede che "atavismo" sia una parola complicata e la usa nel tentativo di confonderti;
c'è Sir Wiki che ha fatto il possibile, l'impossibile e si sta attrezzando per i miracoli, con la promessa di scoprire un continente entro l'anno venturo;
c'è la capra che sta rivedendo la grammatica italiana, francese e dell'Anatolia minore.

Sono tanti mia signora, e voi siete rimasta un po' indietro. Non tenete un corso, non avete un ufficio e nemmeno una mezz'oretta di ricevimento. Non siete cultrice di nulla, a parte del basilico e del rosmarino che non vi crescono neppure troppo bene, non avete una pagina su wikipedia e avete impiegato soltanto un anno per la vostra tesi. Credete ancora che le brasserie siano fatte per mangiare, avete il congelatore troppo piccolo e nemmeno troppo ben funzionante, non portate in barca i rimari e le edizioni semi diplomatiche, non frequentate mai la gente che conta e quando non salutate è perché siete distratta. E non da ultimo quell'antifuturismo di fondo così sconveniente...insomma...
Ci avete provato, mia signora, ma è andata male.
Sapete, il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, al massimo, continuando così, potrete avere un posto da usciere o da scrivano: dovrete lucidare i loro specchi, trascriver quartine a Kayyam, ma alla fine, se vi impegnerete abbastanza, un lauro da genio minore per voi, sul LORO ONORE, non mancherà...

Nev

domenica 14 giugno 2009

Puntata prima.

Non è stato facile decidere a chi affidare la puntata di apertura, ma alla fine mi sono decisa.... Andiamo a incominciare.
“Pronto?”
“Ciao Mal, sono X, mi sono fatto dare il tuo numero da Y, spero non ti dispiaccia”
Bell' inizio originale... complimenti.
“No, figurati. Dimmi...”
“Volevo chiederti se ti va di uscire con me, magari ci vediamo per un caffé”
'azz... non ero preparata...ma in fondo un caffé non si rifiuta a nessuno... Grosso errore. Avrei dovuto capire.
Bene. Oddio bene... benino. Alla fine cose da raccontare ne ha... Certo, zero carisma e zero brio, ma forse vale la pena di approfondire un po', chissà che non sia semplicemente l'imbarazzo della prima uscita.
Con questo buon proposito i caffè sono diventati 200... Perché? Perché lui ha capito tutto, lui sa come conquistare una donna.
E dopo 200 caffé, finisce che mi sfinisco. Siamo alle solite: tocca a me fare un passo avanti, altrimenti qui ci danno la pensione... Considerato l'estro del soggetto in questione, scelgo di essere altrettanto banale:
“Guarda scusa, ma io sono parecchio stanca. Ti va se, anziché uscire, ci guardiamo un film da me?”
Messaggio non raccolto. Comunicazione fallita. 'Sta cosa del film se la prende seriamente... Ci pensa, ci riflette, ripercorre le sue conoscenze in ambito cinemtografico... ma la decisione è difficile... “E ora che film le porto?”
Dopo un intenso pomeriggio di studio ecco che arriva l'illuminazione.
Io, candida come non mai, sono all'oscuro del piano geniale che lui ha elaborato...
Si presenta con un enorme zaino strapieno... “e dove va? E' scappato di casa? Sta venendo a vivere con me oppure parte per il campeggio?”
Niente di tutto ciò. Si è solo portato dietro circa un centinaio di dvd (ciascuno contenete almeno 3 dvx), cosicché il film potessi sceglierlo io ... Che carino...
“Ma ti sei protato dietro tutti i film che avevi in casa?”
“Sì”
Oddio.... Questo non è neanche stato in grado di scegliere un film-pretesto... figuriamoci come se la cava con il resto... ora mi viene di sicuro un attacco di panico...
“Ah, ho capito. Però io come faccio a sceglierne uno? Con quale criterio? Scelgo il titolo che mi ispira di più?”
Stolta. Il genio aveva elaborato un piano infallibile... E quel sorriso sardonico non preannuncia nulla di buono...Mi guarda con l'aria di chi la sa lunga, infila una mano nel suo zaino e....
“Ti ho portato questo, così puoi scegliere”
No, aspetta un attimo... ma sul serio mi ha portato il dizionario dei film? Ma che bella idea! Così ora possiamo passare la serata a leggere le trame dei 4000 film che hai portato... Non ci posso credere, salvatemi. E ora cosa faccio? Lo sbatto chiaramente fuori di casa. E invece no... Ne scelgo uno assolutamente a caso.
Nel frattempo mi viene da piangere e mi concentro per cercare di farlo sparire, se non dal mondo, almeno da casa mia. E guardiamoci 'sto film... Ma quando si guarda un film, si sa, lo si guarda dall'inizio alla fine in religioso silenzio, anche se è la peggio schifezza.
Sto per addormentarmi quando il nostro Don Giovanni decide che è il momento di provarci. Lo avverto, lo percepisco... Speriamo che decida di non farlo, per carità, non è proprio cosa... Ma lui è un duro, lui sì che sa come affrontare la situazione, parte battagliero... sono finita.
Decide di prenderla alla larga... comincia con un inncuo bacino, poi un altro e si arriva al terzo... mi si attacca come una cozza alla guancia destra e non sembra avere intenzione di staccarsi... Oddiooooooooooooooooooooooo
Improvvisamente il film comincia a piacermi, non mi muovo e resto con lo sguardo fisso sullo schermo... Capirà che non lo voglio baciare, no? Capirà che se volessi mi girerei e basta, no?
No. Dieci minuti, e dico dieci minuti, di intenso terrore, con questo coso appiccicato alla mia guancia... e il film finisce...
“Va bè, questo film faceva schifo e si è fatto parecchio tardi. Facciamo che tu te ne vai e io vado a dormire?”
Ottimo. Sono salva. Provata, ma salva. Tutto sommato me la sono cavata bene: non è successo niente e la nostra non-relazione è finita, per ovvi ed evidenti motivi.
6 mesi di meraviglioso silenzio.
...ma a volte ritornano...
in una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi accendi il telefono e lui è di nuovo lì:
“Buongiorno amore mio, continuo a pensare a te...”
Ma stai scherzando??????????????? Chiaramente si sarà sbagliato e il messaggio non sarà stato per me. .
Oggi, per l'occasione,vorrei darti un consiglio: lascia perdere, non è proprio la tua strada. Fai convegni, tieni seminari, dirigi orchestre, fai ricevimenti e lecca il culo a tutti i professori, ricercatori, assegnisti, musicisti e artisti che ti passano intorno.... ma smetti di fare il vincente con le donne perché non ti riesce proprio, non fa per te.
Mal

giovedì 4 giugno 2009

Professori, geni e aneddoti

In una giornata come tante me ne sto nel mio dipartimento senza aria condizionata, curva sul mio portatile per puffi, spulciando le mie quanto mai essenziali e sempre gradevoli varianti formali, quando sento dalla mia destra provenire la fatidica domanda.
«Ma tu che cosa fai?».
Sollevo lo sguardo.
Volgo gli occhi intorno
A destra: lei.
A sinistra: nessuno.
Davanti: nessuno.
Dietro: nessuno.
Deduco così, con sagacia e prontezza, che la lei in questione si stia rivolgendo a me.
Con altrettanta prontezza e sagacia capisco che ciò che vuole sapere non è cosa sto facendo in questo momento (il che, per altro, sarebbero fatti miei), bensì cosa faccio nella mia vita (il che, per altro, sarebbero sempre fatti miei).
Con la stessa prontezza e sagacia intuisco infine che sarebbe meglio raccontarle una balla clamorosa. La speleologa (sempre quello). La segretaria. La cooperante.
Però non lo faccio.
Perché? Mah. Orgoglio per l'ambizioso ruolo ricoperto? Sincerità di fondo? Desiderio analitico nei confronti della multiforme specie umana? Stupidità totale?
Ognuna di queste potrebbe essere la risposta.
Fatto sta. Dico la verità.
Il dottorato.
In cosa?
Rispondo.
Urla «Che mito! Che figo! (o figa, o fighi, non capisco bene). Mi guarda strabuzzando gli occhi.
Quando si riprende dal terribile shock, poi, mi chiede
«E chi ti ha presentato?».
Cosa vorrà dire?, mi chiedo. Forse chi mi ha raccomandato.(perché naturalmente al dottorato in Italia si entra solo così). Oppure chi era la mia relatrice.
Propendo per la seconda per evitare di insultarla, ma non ci credo davvero.
Glielo dico.
Nuovo rischio svenimento. Nuove grida.
Che fortuna ad aver studiato con lei! Un mito! Che figa! (o figo, o fighi, continuo a non capire).
E non posso fare a meno, qui, di ricordare quel capo scout che mi trovai davanti in una sperduta città bosniaca, in un'estate caldissima, alle 7.30 della mattina, il quale, scoprendo la nostra affinità elettiva (di Bosnia e di studi) si sentì in dovere di discorrere mezz'ora sulla sua fondamentale tesi di laurea, sulla sua altrettanto essenziale tesi di dottorato e, soprattutto, sulla fortuna facciata che avevo ad essermi laureata con quella professoressa.
30 minuti.
Poi se ne andò per via della messa (santa davvero, in questo caso).


Vabbé.
Tento di glissare.
Niente.
Vuole dirmi a tutti costi che anche lei vuole fare il dottorato. Uno a caso mi sembra di capire. Quale non è importante.
Per un attimo penso di consigliarle Favalandia.
Ma lei prosegue.
«Però - mi dice - io sono una persona normale».
Oddio. Normale normale non mi sembri, vorrei dire.
Ma taccio.
Invece chiedo
«Scusa. In che senso?».
Non mi è del tutto chiaro.
Lei specifica.
«Eh. Io studio. Non sono mica un genio».
E così mi spalanca un mondo.
Lo strappo nel cielo di carta. Oreste diventa Amleto.

Vorrei chiederle dove vive, da che pianeta viene, dove pensa di essere.
Mi viene persino tenerezza. Vorrei abbracciarla, consolarla, spiegarle paternamente che la sua romantica idea di un dottorato fatto di geni è quanto di più lontano dalla realtà possa esistere.
Vorrei dirle che già lo studio, per il dottorato, è un'optional, figuriamoci l'intelligenza e che comunque, nella mia poca esperienza, la maggior parte di quelli che ho sentito definire geni sono al limite del ritardo, e qualche volta stanno dal limite negativo.
Vorrei darle l'indirizzo di questo blog, tanto per farle capire come la penso.
Vorrei sorridere e fare tutto questo con gentilezza, ma non ci riesco.

Riporto il viso sul mio portatile per puffi e rispondo
«Nemmeno io. Altrimenti non sarei qui».
Sarei all'estero, in vacanza, avrei un posto di lavoro super qualificato da qualche parte, super pagato da qualche altra, da tante altre parti, ma di sicuro non qui, incastrata nell'assurda e straziante agonia dell'Università italiana e della sua ultima simpatica novità: i contratti gratuiti di insegnamento.
Bene.
Chissà che almeno quello non lo propongano anche a me.
E' da vedere.
Ma tu Nicia, tranquilla.
Per te ce ne sarà uno di sicuro...

Nev.