Informazioni personali
- Nev-Mal-Lassie
- Nema problema vise... Vale a dire: non c'è più nessun problema. Adesso ABBIAMO CAPITO. E lo scriviamo qui. Chi sono Nev e Mal? Troppo difficile spiegarlo. Tanto non capireste. Sono i primi. I migliori. Gli irriducibili. Siamo semplicemente noi. E da oggi siamo in TRE. DIGIEVOLVIAMO ancora...benvenuta LASSIE (che torna sempre a casa)!!!
PREMESSA
Favalandia è tante cose, ma soprattutto è uno spaccato dell'università italiana e delle sue assurdità.
E' l'umiliazione di sostenere gli esami interrogati da incompetenti totali, è la normalità dei concorsi truccati, è l'indecenza di un sistema a cui ci stiamo, nostro malgrado, abituando, è l'assurdità di vedere dei semianalfabeti leccaculo e nullafacenti passare avanti a persone capaci, volenterose e dignitose (ma tu, Nicia, non mollare...sei infinitamente meglio di tutti loro e noi siamo con te).
Per questo Favalandia è la prima causa della nostra misantropia: a lei dedichiamo la nostra ironia più ancora del nostro rancore.
Noi, "perdenti ma di rango".
COLPO DI STATO
cedino un poco i vostri alti pensieri e a me prestate orecchio: una nuova era sta per cominciare.
Sua Altezza (?vabbè, non proprio?) il Principe di Favalandia è stato quest'oggi spodestato.
E mentre qualcuno gli tributa il doveroso rispetto dell'uomo ferito, ovunque si levano grida e si diffonde un canto che fa
È lui il mago di Oz!
Il mago di Oz!
Il mago di Oz!
L'unico, l'inimitabile,
l'incontrastabile mago di Oz,
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz.
lunga vita, lunga vita, tre urrah per il mago di Oz!
domenica 20 dicembre 2009
GENTILE DIRETTORE - parte prima
Allegramente turpiloquiando,
Nev
Gentile Direttore,
siamo due dottori di ricerca licenziati qualche anno fa con questo titolo e con giudizi che oseremmo definire lusinghieri da uno degli Atenei più prestigiosi della penisola, e vorremmo soltanto raccontare come abbiamo trascorso l’ultimo giorno del 2009. Già, nessuna protesta o lamentela biliosa, solamente un breve racconto dal momento che la narrazione (con i suoi molteplici risvolti e livelli) è anche il nostro oggetto di ricerca. Infatti, non siamo di quegli studiosi per cui – meritoriamente – almeno una volta all’anno si organizza un Telethon con un svolazzamento di sciarpe a inondare anche le trasmissioni sportive, non abbiamo lo scopo di salvare vite attraverso la conoscenza migliore del funzionamento del corpo umano, noi salviamo – o che parola gravosa, per quanto ci riguarda! – testi o attraverso la ricostruzione della loro forma originale o attraverso un’attività di lettura critica che ne scopra la costante vitalità: siamo ricercatori letterari, insomma. Anzi no, il vero nostro problema – come di tanti nostri altri colleghi, del resto – è che facciamo della ricerca, siamo stati educati nei nostri anni di dottorato (concluso, lo ricordo, con giudizi lusinghieri) a fare della ricerca, ma ricercatori a tutti gli effetti non lo siamo. Altro che la sfortuna dell’espatrio, magari in splendide università danesi o inglesi, di cui talvolta si sente parlare in trasmissioni televisive straordinariamente contraddittorie che, mentre esaltano l’accademia altrui, compiangono il destino degli italiani che vi lavorano (mah!); altro che la protesta – cui ci sentiamo sinceramente vicini – sul tetto dei laboratori di alcuni ricercatori licenziati! Noi non abbiamo nemmeno dei tetti su cui salire, perché ricercatori non siamo e, inoltre, i dipartimenti letterari sono così miseri che anche i tetti sono minuscoli e, per questo, (ci si permetta il gioco retorico) inascoltati. E perché non lo siamo? Abbiamo i famosi giudizi lusinghieri e pubblicazioni numerose anche su riviste di caratura internazionale; incontriamo docenti autorevoli che definiscono un «fallimento per l’Accademia» il fatto che noi non siamo ancora degli strutturati: allora perché non siamo ricercatori? Lo sappiamo, ma abbiamo detto che volevamo raccontare e non lamentarci, e invece abbiamo già speso troppe righe in proteste, allora ecco il nostro splendido 31 dicembre 2009.
Chi scrive – ma poi che conta distinguere tra uno e l’altro? È proprio l’ironia di un destino assolutamente intercambiabile che stiamo raccontando. E poi non abbiamo imparato che il XX secolo ha decretato la fine del soggetto centrato? Talvolta, in verità, ci sentiamo troppo noi stessi, e il 31 dicembre 2009 è stato un giorno di quelli. Dunque: chi scrive aveva la fortuna di mettere a frutto tutte le sue conoscenze in campo letterario appiccicando con grande attenzione e metodo degli adesivi coi prezzi saldati sui capi di un grande magazzino, e per non lasciarsi rapire dall’entusiasmo di tale fausto evento pensava a tutto quello che avrebbe potuto fare se il dottorato, i giudizi lusinghieri, le numerose pubblicazioni avessero dato i frutti sperati. Oh che sventura: chi scrive si sarebbe trovato magari al mare o in montagna, o semplicemente a casa a preparare tartine e magari si sarebbe accompagnato con altre persone – non che i colleghi di lavoro non siano graditi – scelte con cura e invece lontane, scampate all’avvento (ero tentato dalla A maiuscola) dei Saldi (la S maiuscola è inevitabile) e alla loro gioia… ma procedendo così il racconto rischia di trasformarsi nel tema di maturità di Piero, il protagonista di Ovosodo di Virzì, che «iniziato bene, poi si è perso in una lunga polemica nei confronti dei traghetti che partono per la Corsica». Quindi, fermiamoci qui e passiamo a chi non scrive, ma assiste e condivide.
...segue...
lunedì 14 dicembre 2009
Quando c'è la considerazione....
Ormai glielo avrò detto 3 o 4 volte, ma la suddetta sembra non afferrare... e riborda: sfavatissima, impiego i successivi 5 minuti a spiegarle la questione. Senza dire una parola, la relatrice annuisce e la soddisfacente conversazione termina. "Grazie (ma anche no) e arrivederci"
Quest'oggi, ormai pronta al ciclico svolgimento delle nostre sempre uguali conversazioni, vado a ricevimento...
Colpo di scena...
... la risposta è no. Assolutamente non ha ancora memorizzato l'argomento della tesi.... me lo ha richiesto (nel pieno rispetto della tradizione) e dopo la mia risposta è arrivata la domanda fatale:
Mal
mercoledì 11 novembre 2009
QUEL CHE RESTA DELL'UNIVERSITÀ ITALIANA (in 11 righe)
Si comunica che tutte le richieste di cassa per il periodo novembre dicembre sono state ridotte del 50% da parte dell'Amministrazione Centrale.
Si confida in una integrazione da parte del Ministero ma al momento, non avendo a disposizione il plafond richiesto, non potremo garantire anticipi sia sulle richieste di missione già presentate che su quelle che da ora alla fine dell'anno presenterete. Inoltre Vi invitiamo a non fare da ora in poi acquisti in contanti poiché la Sig.ra XXX non potrà rimborsarVi la spesa.
In caso di necessità dovrete fare esclusivamente ordinativi, secondo la prassi in uso. La riduzione della cassa produrrà, purtroppo, lo slittamento al 2010 del pagamento di fatture per molti fornitori ed anche di una parte di vostre missioni già presentate per il rimborso.
Speriamo comunque di poterVi comunicare quanto prima la risoluzione del problema.
Cordiali saluti
Nev
sabato 31 ottobre 2009
il Koala di Licia Colò si chiama CIUFFO!!
Bambina ricciolina della Kinder: "Si chiama Ciuffo!"
Licia Colò: "Ciao Ciuffo! Ti piace il latte?"
Ciuffo: "Sì, ne tengo sempre una scorta nel congelatore, accanto al dottorato..."
Il koala di Licia Colò si chiama Ciuffo...
"Quindi se escludi gli aviatori, falchi, nuvole, gli aerei, aquile [che cantato diventa "a cui le"], angeli, rimani tu [...] ringrazio sempre chi sa piangere di notte alla mia età [...] e grazie a chi sa sempre perdonare sulla porta alla mia età"...
La mia giornata di oggi si è aperta con Tiazianone e con Tizianone si chiude... Domande: "Ringrazio sempre chi sa piangere di notte alla mia età". Perché proprio di notte? Di giorno non si potrebbe? "Grazie a chi sa sempre perdonare sulla porta alla mia età". Perché proprio sulla porta?
Risposta: Perché "sarei più stronzo di ciò che ti aspettassi"...
Au revoir!
Lassie
Quiz: la Capra come scrive "Aquile"?
1. "Acuile"
2. "Acquile"
3. "Achuile"
Parte il timer...
mercoledì 28 ottobre 2009
À propos de notre cours de francais
Ieri l'altro al corso abbiamo fatto un simpatico esercizio: parla con il tuo vicino e scopri tre punti che avete in comune, poi presenta lui e spiega cosa vi accomuna. Mal è (come sempre) finita in coppia con frère Marc, che naturalmente le ha posto come prima domanda: sei religiosa?
Risposta: Non, e fantasiose bestemmie al seguito.
La giapponese non è più al corso, forse si è suicidata giù da Pont Neuf gridando "oui, je pens!".
Neanche Mariana c'è più. Avrà capito che non è bene buttare via soldi però mangiare e mandare messaggi.
Però sono arrivate Judith e Beth, due inglesi madre e figlia. Beth ha cambiato corso il primo giorno perché non capiva assolutamente nulla (ma almeno taceva, e non diceva "oui, je pens").
Il meglio fino ad ora però si è avuto venerdì, quando a deliziarci è giunto il Professor Sebastien:
26 anni
bac+4
studioso di non si è capito cosa
Ora, Sebastien sosteneva che la metafora "generoso pavé" (detta di un libro) fosse un ossimoro oltre che una metafora (avete presente il pavé? quella specie di lastricato che si trova spesso in città, e che quando, in scooter, provate a frenare e ci riuscite vi fa ogni volta gridare al miracolo?).
Gli ho fatto notare che "generoso pavé" non è un ossimoro.
Allora ha detto "beh, non proprio, ma possiamo dire che rientri nella categoria".
Gli ho fatto notare che "no, non possiamo dire che rientri nella categoria, perché non è un ossimoro".
Ha detto "possiamo dire un ossimoro alla lontana".
Ho risposto "no, non possiamo dire un ossimoro alla lontana. non è un ossimoro. punto. è una
sinestesia"
Ha voluto sapere cosa fosse una sinestesia e gliel'ho spiegato (associazione di un sostantivo e di un aggettivo che afferiscono a sfere sensoriali diverse: es. pavé è un oggetto, non può essere generoso. Generose sono le persone.".
Ha detto "ah, come una dolce tristezza".
Ho risposto "no, anche quella è una sinestesia. Silenzio assordante è un ossimoro (un nome e un
aggettivo che designano cose opposte e inconciliabili. Un'allegra tristezza è un ossimoro, una dolce tristezza è una sinestesia).
Ha risposto "ho capito. quindi la sinestesia è una sottocategoria dell'ossimoro."
...
Non ho risposto più nulla e sono ritornata mestamente al mio posto.
A Mal ha poi spiegato che "beaucoup de vocabulaires" è meglio che "beaucoup de vocabalulaire". Il plurale infatti ha una valenza fortemente provocatoria (che cosa provoca? crisi di nervi? esplosioni di risa? nessuno può saperlo).
Sebastien (naturalmente) vuole fare il dottorato e si è prodigato in elogi su me e Ruben (dottorando di antropologia).
Ho provato a dirgli che c'è poco da elogiare, ma non ha capito nemmeno quello.
Forse potrebbe venire a Favalandia, ci sarà ben un posto anche per lui. Per lo meno cultore della materia lo faranno sicuramente...
Nev
sabato 24 ottobre 2009
Coucou, loulou!
Premettiamo di essere state al livello alto (vous etes très fort en francais! ci ha detto con entusiasmo Eric Lambert, direttore del nostro corso con cui abbiamo avuto un colloquio très sympa il primo giorno) e che in quello stesso momento cominciato a nutrire qualche dubbio sulla serietà del suddetto corso.
Così motivate, diamo testimonianza della composizione della nostra classe (in ordine di importanza):
- frère Mark: tedesco, frate cattolico che ci chiede quotidianamente di tradurre in italiano cartoline destinate ad amiche suore... il contenuto è sempre lo stesso: "che Dio ci benedica... preghiamo insieme..." e così via. Il suddetto si trova a Parigi perché deve imparare la lingua per poter cominciare i suoi studi di "scienza e religione". E' vegetariano e ovviamente rifiuta la tecnologia, non perché abbracci una fiulosofia luddista ma perché questa non è dono del buon dio;
- Momoè: ventitrenne giapponese con probabile ritardo: la sola cosa che sa dire in francese è "Oui, je pense". Stessa risposta anche quando le si chiede "Studi o lavori?"... "Oui, je pense";
- Heyon (o come diavolo si scrive): coreana fidanzata con un tipo che vive in Australia... si sono fidanzati perché lui non l'ha mai vista.. altrimenti non sarebbe successo. Nessuno può sapere se sappia il francese o no... parla troppo piano per sentire;
- Ruben: dottorando svedese che studia antropologia a Londra. Il più simpatico del corso. Il suo unico problema è che devono avergli infilato una scopa su per il culo alla nascita e ora si muove come un robot;
- Ricarda: diciassettene tedesca. Ride. Poi ride. Alla fine ride. Nient'altro. Nessuno può sapere perché ride... probabilmente ha un amico immaginario che dev'essere uno spasso;
- Mariana: ventitreenne messicana. Passa le mattinate a mangiare e mandare messaggi. Lei sì che ha trovato la soluzione per sopravvivere al mortale corso!
Altra questione sono gli insegnanti, ma lasciamo questi per un altro post.
Vogliamo però chiudere con una stralcio di tipica conversazione mattutina
Immaginate un tono ridente e squillante.
Noi "Bonjour!"
Loro "Oooh, bonjour, bonjouuuur! Ca vaaaaa?"
Noi "Bien, merci, et vous?"
Loro "Très bien, merci, vous povez vous presenteeeeer, à la classe, c'est joliiiiieeeee"
Noi "Oui, mes c'est la 14emme fois que je vais me présenter"
Loro "Ouiiiiiii, je le sais. Mes c'est joliiiie, c'est sympaaaaaa, un peu bizaaaaaare, mais ca marsche, allez-y, c'est sympaaaa".
Capirete bene da voi il resto.
Au revoir, a bien tot mes loulous!
Nev e Mal
martedì 6 ottobre 2009
PRIMA... E DOPO... la cura dallo psichiatra!!
Maracaibo
mare forza nove
fuggire sì ma dove
zà zà
l'albero spezzato
una pinna nera
nella notte scura
come una bandiera...
morde il pescecane
nella pelle bruna
una zanna bianca
come la luna
ah... ah... ah...
Allora forse è un cretino con lo stereo in macchina a tutto volume... Vabbe', alla svelta... anche se deve aver parcheggiato qua sotto, perché la musica continua!!! Che stronz... ah, no, aspettate, non è un cretino con lo stereo in macchina a tutto volume...
Allora forse proviene dagli uffici sopra la biblioteca, magari c'è una festa: l'animo del popolo esulta a suon di musica!!! VIVA THE PRINCE!!! IT'S VERY FUNNY, THE PRINCE!!! Usciamo tutti e andiamo a festeggiare anche noi popolani studiosi?... ah, no, aspettate, non è l'animo del popolo che esulta a suon di musica...
MA ALLORA, CHE O CHI CAZZO E'?!?
PRIMA:
Avanti o popolo, alla riscossa,
bandiera rossa, bandiera rossa
Avanti o popolo, alla riscossa
bandiera rossa trionferà
DOPO:
Maracaibo
mare forza nove
fuggire sì ma dove
zà zà
l'albero spezzato
una pinna nera
nella notte scura
come una bandiera...
morde il pescecane
nella pelle bruna
una zanna bianca
come la luna
ah... ah... ah...
Lassie
venerdì 2 ottobre 2009
PICO DE AUREOLIS

Grande verità. E gran bella cosa la tuttologia.
Riepiloghiamo il motivo per ci vale la pena di parlarne ancora.
Il tuttologo Aureolissima si spenderà in questi giorni in un intervento sul patrimonio artistico sette-ottocentesco della provincia limitrofa.
Meno di due settimane fa ha deliziato con la presentazione di un indispensabile volume sul futurismo locale (ne avevamo parlato, ricordate?).
Apprendiamo poi dalla rete che il Suddetto Prof. De Paperis risulta docente presso il Dipartimento di Storia dell'Arte etc. etc. etc., e come tale compare nella presentazione di diversi volumi e scritti.
Sappiamo naturalmente che lo scorso anno Pico de Aureolis vinse il concorso di dottorato, e si può pertanto fregiare del considerevole titolo di dottorando del primo anno.
Ora, beninteso, non abbiamo nulla contro un professore di scuola superiore quasi sessantenne che decide di dedicarsi alla ricerca. Ne ha tutto il diritto, accogliamo a braccia aperte una tale dedizione allo studio e anzi ne auspichiamo la diffusione.
Quello che ci sfugge è:
1-perché il Prof. De Aureolis non abbia potuto dedicarsi alla ricerca autonomamente, sfruttando le conoscenze che certamente ed evidentemente possiede, senza doversi strutturare in una struttura che, come ben sappiamo, struttura già da sé pochissimi giovani
2-perché il Prof. De Aureolis si fregi del titolo di docente universitario
3-perché nella sua onniscenza il Prof. De Aureolis non ci abbia ancora comunicato chi è l'autore della Fontana dei Fiumi
Per il punto 1 non possiamo pretendere nulla. Ricordiamo tuttavia che l'ultima politica universitaria proposta è quella di uno "svecchiamento" della classe docente, nella quale non capiamo come possano rientrare scelte di questo tipo. Ma certo, certo...il Prof. De Aureolis è stato ammesso dietro regolare concorso...
Per il punto 2 gradiremmo qualche spiegazione. Il Prof. De Aureolis è veramente strutturato? Ha un incarico di docenza? Gratuito? Pagato? Anche nell'elenco del personale universitario risulta che abbia un incarico di "docenza esterna" in una struttura non precisata (ma forse questo si riferisce al suo insegnamento alle superiori? non capiamo).
Se il Prof. De Aureolis è veramente strutturato pieghiamo il capo. Solo informateci, così possiamo aggiornarci e stare al passo con i tempi. Ci sembrava che fosse solo un dottorando del primo anno fuori età...
Il punto 3, infine, come avrete capito ci sta particolarmente a cuore. Non è tanto per 19 che diede all'esame (in qualità ovvio, di cultore della materia...chi coltiva meglio di lui?) a causa di quella grave scorrettezza ("Di chi è la Fontana dei Fiumi?" "Di Bernini..." "Via signorina...), quanto per la curiosità scientifica che ci attanaglia. Si trattò di un lapsus, di una manifestazione di potere o di una dimostrazione di totale ignoranza? Nessuna delle tre risposte ci stupirebbe.
L'Università italiana ci ha insegnato ad aspettarci di tutto.
Anche a trovarsi Pico de Paperis all'improvviso davanti agli occhi.
Nev
mercoledì 30 settembre 2009
Arcobaleno fussball club
Facciamo che avete ragione voi; voi salvate tutto e tutti, voi fate ridere i bambini, voi prendete le decisioni economiche, voi gestite tutto nel migliore dei modi.
Ce la fate benissimo a fare tutto da sole, voi due, anche se non avete IL DONO DELL'AMBIGUITÀ...IL DONO DELL'AMBIGUITÀ?????????????????????? No, dico, ma si scherza????????????????????????
Imparare l'italiano prima, salvare il mondo poi.
Quando avete finito fatemi un fischio, così vengo a farvi il verbale.
Mal
giovedì 10 settembre 2009
Aggiornamenti. Ovvero: l'evidenza e la consapevolezza
Alacremente tento dunque di fornirvi un riassunto delle vicende estive che hanno coinvolto i nostri beneamati protagonisti, omai alla ribalta della scena nazionale e internazionale.
Ebbene sì. Ci arrendiamo di fronte all'evidenza.
Nulla li può più fermare!
Primo: Favalandia sbarca in America.
Come tanti geni prima di lei, snobbata dalla sua terra d'origine e rifiutata da quelle limitrofe, la Capra ha (anzi, a) finalmente visto riconosciuti i suoi meriti.,giustamente ricompensati con l'assegnazione di una borsa di studio all'estero. Dalla grammatica italiana a quella straniera, il mondo della linguistica trema attendendo i nuovi sviluppi di cotanto ingegno. Voci maligne insinuano che, non sapendo la suddetta parlare italiano, non incontrerà alcuna difficoltà con quale che sia lingua straniera: non saprà parlarla nello stesso modo.
Secondo: Adamassino Aureolissima, coordinato e coadiuvato dalle più brillanti menti del regno, ha (anzi, a) finalmente presentato i frutti della sua centennale ricerca, raccolta in un volume attesissimo. L'opera circolerà presto portando nuovo ossigeno alla stantia produzione scientifica italiana. Qualuno mormora che la fine del volume contenga finalmente la risposta all'ormai sempiterna questione: di chi è la fontana dei Fiumi? (vi invitiamo comunque, per prudenza, a non farvi illusioni in proposito).
Terzo: Mister la PerfezioneSonoMe, concluso senza successo il suo ciclo di glicerolo, ci ha (anzi, a) lasciato per seguire una brillante carriera di cui non godremo, ahimé, che una pallida luce riflessa. Non ci dilunghiamo oltre a causa del dolore che ci ci attanaglia, nel darvi questa notizia.
Ultimo ma certo non meno importante: la ricerca ha (anzi, a) accertato senza residui di dubbio che il popolo possiede un ANIMO.
Alcuni di voi avranno forsel'ardire di chiedere: cos'è l'animo del popolo?
La domanda è interessante e meriterebbe senz'altro un approfondimento scientifico (scientifico è, di questi tempi e più che mai nel regno di Favalandia, parola dominante).
Tuttavia ciò che interessa in questa sede non è dare conto delle senz'altro numerose accezioni in cui è stata utilizzata nel corso del tempo (dalla Firenze medicea fino alla Favalandia dei giorni nostri, ma FUTURISTA), bensì evidenziare come essa, nella bocca del Principe decaduto di Favalandia, delinei finalmente una presa di coscienza della propria posizione.
Nella sua ultima missiva Egli scrive infatti, a proposito di alcune voci o presunte tali diffuse sul conto:
"Una volta che esce una voce, che l'animo del popolo è sazio, che succede?"
"Giustizia è fatta? Il popolo esulta?"
Compreso finalmente il proprio ruolo Egli sa quanto la sua vita sia sulla bocca di tutti, e quanta importanza essa rivesta per le esistenze altrui.
Non possiamo che rallegrarcene.
Seguiamo trepidanti le sue prossime mosse: si riprenderà il trono perduto?
Nev
domenica 6 settembre 2009
TANTO CI SARA’ SEMPRE QUALCHE STRONZO CHE LO FA…
News: ancora privo di un nuovo sovrano, il Regno continua comunque a distinguersi per le sue magiche imprese, per i suoi colpi di scena, per la sua imprevedibilità!
In seguito alla brillante idea degli “incarichi di insegnamento e attività didattiche integrative” “aggratise”, i ricercatori avrebbero detto “no, grazie!” La proposta comune: bloccare l’attività didattica!!! TUTTI INFERVORATI VOGLIAMO DIRE “NO, GRAZIE” ED UNIRCI ALLA PROTESTA!! E quindi quest’anno NIENTE LEZIONI!!!...
I requisiti richiesti dal bando sono dalla nostra parte:
“Possono partecipare alla selezione:
a) professori o ricercatori di ruolo;
b) soggetti italiani o stranieri in possesso di adeguati requisiti scientifici e professionali in possesso di laurea specialistica, magistrale o vecchio ordinamento (o titolo equipollente rilasciato da autorità straniere) nonché di un titolo di formazione specialistica post-laurea nella materia di durata non inferiore all’anno, sostituibile – per gli esperti ed i liberi professionisti – con l’esercizio delle relative mansioni o professioni per non meno di tre anni;
c) soggetti incaricati all’interno di strutture universitarie, che abbiano svolto adeguate attività di ricerca debitamente documentate;
d) i lettori di madrelingua straniera di cui all’art. 28 del D.P.R. 382/1980, ed i collaboratori ed esperti linguistici di cui alla legge 236/1995, in presenza delle stesse condizioni di cui alla lett.c)”
E dalla nostra parte è anche la valutazione comparativa dei titoli:
“Con riferimento alla materia di insegnamento bandita e alla specifica professionalità richiesta, indicata nell’allegato A al presente bando, il Consiglio di Facoltà procede alla valutazione comparativa dei candidati sulla base dei seguenti criteri:
- valutazione di precedenti esperienze didattiche;
- esame della produzione scientifica;
- ponderazione dei titoli di formazione post-laurea, di soggiorni di studio in Italia e all’estero, di tirocini, di borse di studio o di ricerca, di iscrizione ad albi professionali e di durata dell’attività libero professionale o di servizio (per gli esperti da reclutare all’esterno dell’ambiente universitario).
Se previsto nell’allegato A, la valutazione comparativa è preceduta da prove scritte o pratiche. In questo caso il Consiglio di Facoltà, previa determinazione di una commissione esaminatrice composta da tre docenti di ruolo esperti della materia e competente a sovrintendere allo svolgimento delle prove, tiene conto anche della votazione riportata dai candidati nelle prove e comunicata dalla commissione”.
Beh, non c’è nessuno che abbia tali requisiti e tali esperienze, necessari per l’insegnamento universitario. Insegnare all’università significa avere: competenza, professionalità, preparazione! Non basta di certo una laurea in materie tra le più disparate, né un dottorato conseguito in 10 mila anni.
Dovremmo essere al sicuro allora, non c’è pericolo! Nessuno farà domanda, nessuno sarà accettato! E allora NIENTE LEZIONI PER DAVVERO!!! La protesta salirà in alto, e qualcosa potrà smuoversi…
Ma, aspettate, colpo di scena!!! Le lezioni ci sono, anzi sono pure aumentate… E chi le tiene? Forse qualche professore ha fatto domanda, o qualche ricercatore, o qualche professionista, o qualche competente… NO?!? Ma allora chi le tiene?
E’ inutile “tanto ci sarà sempre qualche stronzo che lo fa”… anche i più spavaldi che con fare altero e orgoglioso urlano ai quattro venti: “A me dell’università non frega un cazzo!”. Chissà perché poi a tenere i nuovi corsi ci trovi proprio questi qua! L’istruzione è nel degrado più assoluto, ci tolgono i finanziamenti, figuriamoci dove arriveremo con queste nuove figure professionali, con altissima competenza della loro materia, e alle quali “non frega un cazzo dell’università”. Cultura ed ortografia portatemi via!!
Però, o nostri paladini, se ci dite che lo fate per il bene degli studenti, noi vi crederemo! E a quel punto il nostro disprezzo si tramuterà in orgoglio e fierezza per avervi tra noi, impavidi e sprezzanti del pericolo!!
Lode a chi sempre dice di sì!!!
Lassie
martedì 7 luglio 2009
POSTO CHE VAI, FAVALANDIA CHE TROVI
(L'esilarante rubrica di Marroncino-Chinotto)
Ho deciso di dare una piccola testimonianza sulle giovani menti che popolano l'università italiana ma che ahimé, si occupano di cose ben più inutili e noiose di quelle svolte a Favalandia.
Partendo dal basso, in ordine altimetrico, non di importanza, al piano -2, troviamo ILNOSTROINGEGNERE, NINJ per gli amici. Sarà lui il protagonista del racconto di oggi.
Questo losco figuro mi sta particolarmente a cuore perché ho la sventura di doverci passare insieme qualche minuto del mio tempo. Fortunatamente si palesa solo raramente ed io posso trascorrere i pomeriggi nella più completa solitudine dietro ad inutili quanto errate simulazioni numeriche.
Purtroppo per me, però, sono circondato da persone che ne apprezzano il raffinato intuito scientifico e l'instancabile lavoro sperimentale.
Purtroppo per me continuano a farlo in mia presenza e in ogni frangente.
Purtroppo per me il capo mostra nei suoi confronti una simpatia e una stima inspiegabili.
Purtroppo per me firma tutti gli articoli che vengono pubblicati mentre a me non rimane nemmeno un ringraziamento in ultima pagina dopo la donna delle pulizie che tiene lindo e ordinato tutto il laboratorio e il contadino che ci rifornisce di vino.
Purtroppo per lui io vorrei utilizzare i suoi intestini come ricoprimenti del sensore.
Purtroppo per me non riesco a trovare da nessuna parte i dati sulle proprietà meccaniche e strutturali di un intestino umano in modo da poterne prima simulare la deformazione.
ILNOSTROINGEGNERE è un incredibile genio dell'elettronica. Fin'ora, per il nostro inutile esperimento, ha elaborato ben 3 diversi sistemi di rivelazione. Nessuno di questi è funzionante: UN GENIO appunto.
La versione 1.0 merita di particolare attenzione. Prima di tutto non l'ho nemmeno vista, nessuno l'ha vista. Accortosi del colpo di genio l'ha prontamente brevettata e venduta alla Texas Instrument per qualche miliardo di dollari. Dagli appunti consegnati all'ufficio brevetti di Ginevra, appunti che ho avuto il piacere di sbirciare prima che fossero distrutti, si trattava di un complicatissimo circuito integrato alimentato da un motore a gatto imburrato che avrebbe dovuto prendere un segnale di dubbia qualità dal nostro inutile sensore e mandarlo ad un vecchio adc mal funzionante per la conversione in digitale dei dati. E qua sta il colpo di genio, cari amici. Il sistema di rivelazione 1.0 nei giorni dispari dava un output costante, indipendentemente da cosa c'era in ingresso; sostanzialmente come sostituire lo schermo del bel televisore al plasma che avete in casa con un quadro di pessima fattura. Nei giorni pari non multipli di 5 forniva un segnale variabile in maniera aleatoria. Nel resto del tempo scriveva apprezzamenti sugli attributi sessuali secondari delle madri dei presenti.
Oltre ad essere un incredibile progettista di schede integrate è anche un acuto osservatore.
Un pomeriggio entra in laboratorio a braccia aperte come il messia (di cui ha anche l'aspetto, barba incolta, igiene personale approssimativa, sandali ai piedi e occhiali da sole*) e mi trova mentre fisso lo schermo di un oscilloscopio che dava segnali di vita aliena.
Insieme al capo della baracca avevamo deciso di testare il funzionamento del nostro inutile sensore con la fantastica versione 2.0 del sistema di rivelazione, ma ben presto ero rimasto da solo a guardare quello che in altre sedi avrei definito “rumore bianco”.
Al NINJ basta una sola occhiata per accorgersi che stavo instillando qualche dubbio sul perfetto funzionamento della nuova scheda.
Proprio in quel momento compare sull'oscilloscopio la scritta PUPPA non prevista da nessuna delle analisi teorica da me conosciute. Frugando rapidamente tra le mie scarse conoscenze di fisica subnucleare mi sembra di ricordare che il neutrino supercazzola non sia previsto dal modello standard e mi scappa una frase elogiativa del duro lavoro (2 ore al pomeriggio dalle 16 alle 18) del suo instancabile cervello: “A me mi pare (a me mi rafforzativo) che qua non funzioni una sega di nulla!”
Lui è ancora dubbioso, tutto sommato è del tutto normale che un sensore insulti i presenti invece di fornire informazioni sulle onde acustiche che lo investono.
Voi tutti sareste rimasti ancora fermi immobili sulla soglia senza capire, ma la mente brillante del NINJ aveva già intuito che qualcosa non andava per il verso giusto. In effetti avrei dovuto prostrarmi ai suoi piedi poco lavati chiedendo la benedizione e invece stavo ancora fissando il display di un residuato bellico (delle guerre puniche però).
Si avvicina con fare pensoso.
Mi viene accanto e io percepisco per osmosi la CONOSCENZA che penetra nel mio corpo.
Inizia a fissare il display.
3 lunghi minuti.
Ho paura sia passato a miglior vita. Qualche mese fa, in cucina, ho avuto la sfortuna di scoprire il gatto di casa morto e di doverlo poi sistemare nella sua cesta in una posizione più naturale di quella in cui l'avevo trovato; non vorrei ripetere la cosa con un ingegnere. Innanzitutto perché pesa notevolmente di più del gatto e avrei problemi a sistemarlo delicatamente nella sua cuccetta. Secondariamente mi farebbe schifo toccare un ingegnere elettronico morto. Terzo, data la scarsa igiene, avrei timore ad avvicinarmi alla sua cuccetta.
Emette un sospiro, è vivo. Meno male. Puzza da vivo figuriamoci da morto.
Il suo cervello sta rapidamente elaborando i dati, sento le sinapsi che lavorano ad un ritmo sconosciuto ai più. Tra poco anche la mia povera mente potrà sapere, non capire, ma almeno conoscere qual è il problema.
Finalmente proferisce verbo. Due frasi lapidarie da cui capisco finalmente perché lui è considerato univocamente un genio.
“Non funziona”
Grazie al cazzo penso, ma come sempre sono un barbaro senza dio e privo di rispetto.
Pausa di 30 secondi. Ora mi dirà PERCHÈ. Il sistema da lui progettato è perfetto, deve esserlo, pertando sono io che non capisco.
“Chissa come mai”
Se ne va.
Un genio.
*Il segno “–“ davanti al numero del piano non è un semplice artifizio grafico, sta a significare il secondo piano sottoterra.
martedì 30 giugno 2009
Intermezzo. Omaggio al Buttero.
"Mal, ha detto il Buttero che sei tanta roba"
Grazie, Sir Buttero. Lusingata.
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Colgo la brillante occasione che mi si è presentata (oltre che per distintamente salutarvi) per comunicarvi che in questi giorni il Principe e la First Lady Culo Dritto sono felici. Si sono ritrovati e si sentono molto vicini uno all'altra.
Ora sì che possiamo vivere tutti un po' più sernamente.
Mal
sabato 27 giugno 2009
I CAVALIERI CORAGGIOSI
venerdì 26 giugno 2009
OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO. SECONDA PUNTATA
Scusate, ma proprio non resisto! Devo postare subito anche la seconda puntata... E' più forte di me!!! E poi alcuni articoli del regolamento sono davvero davvero divertenti!!
Cominciamo da dove abbiamo finito...
Le commissioni esaminatrici per l'ammissione ai corsi di dottorato di ricerca sono nominate con decreto rettorale, entro trenta giorni dalla scadenza del bando, su designazione del consiglio di dottorato e con parere favorevole dei consigli dei dipartimenti concorrenti.
* A giudicare dal roboante "sono nominate con decreto rettorale", parrebbe che di anno in anno le commissioni vengano nominate ex-novo, giusto? Non si dovrebbe sapere a chi tocca, vero? Strano però, perché io lo so sempre con un paio di anni di scarto... (si sa sempre un po' tutto con un paio di anni di scarto...). Le risposte possono essere solo due: o Favalandia fa statuto a sé (come il Vaticano) o io sono veggente…
Le commissioni sono composte da tre professori ordinari o associati o ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari attinenti al corso di dottorato, almeno uno dei quali esterno al consiglio di dottorato. Possono essere designati anche professori di altre università italiane o straniere. Non possono essere designati coloro che hanno fatto parte della commissione l'anno precedente.
* Ma che meraviglia! Sbaglio o c’è scritto “ricercatori appartenenti ai settori scientifico-disciplinari attinenti al corso di dottorato”? Chissà come mai però ai ricercatori non tocca mai... Sarà che forse romperebbero le uova nel paniere? In fondo, il concorso di dottorato a Favalandia è trasparente!
Ah, ovviamente, ricordandovi il motto Le regole sono fatte per essere trasgredite ecc. ecc., a Favalandia abbiamo anche avuto uno stesso commissario per due anni di seguito… Non ci facciamo mancare niente, noi! Siamo dei signori!!
L'ammissione al corso di dottorato fino alla concorrenza dei posti stabiliti nel bando avviene sulla base della graduatoria di merito degli idonei redatta dalla commissione esaminatrice.
* Eh sì, è proprio una “graduatoria di merito”! Beh, ad essere del tutto sincera, io avrei usato un altro termine: le prima tre lettere coincidono, le altre sono leggermente diverse…
* QUESTO CHE SEGUE E’ IL MIO ARTICOLO PREFERITO!!
- Articolo 11 – Diritti e obblighi degli iscritti ai corsi di dottorato
Un iscritto al corso di dottorato non può essere iscritto ad altro corso di dottorato italiano o estero, o ad altro corso di studio post-laurea specialistica; fanno eccezione eventuali norme previste all'interno di convenzioni di cooperazione interuniversitaria internazionale.
* Se non sbaglio, questo è l'articolo preferito da Nev, quindi - come promesso - lascio a lei la puntata d'approfondimento... Faccio però notare a Ciuffo che si dice che non si può essere "iscritti ad altro corso di dottorato italiano o estero", e lui - al di là del congelamento - risulta comunque iscritto ad un corso di dottorato all'estero, no?!?
I regolamenti di cui all'articolo 5 disciplinano le modalità e i tempi di verifica dell'assolvimento degli obblighi formativi degli iscritti al corso di dottorato definiti nel piano annuale di attività di cui all'articolo 9, comma 2. In caso di giudizio negativo in una delle verifiche previste dall'organizzazione del corso è disposta l'esclusione dal corso con provvedimento rettorale adottato su decisione motivata dal consiglio di dottorato. La borsa di studio eventualmente erogata cessa a partire dalla data deliberata dal consiglio stesso.
* E’ disposta l’esclusione in caso di giudizio negativo? Ma quanto sono acidi! Menomale che Favalandia è la terra del Bengodi!! Dove l’assolvimento degli obblighi formativi non viene verificato, dove il giudizio negativo non viene mai dato, dove lo stipendio non viene mai cessato…
Gli iscritti ai corsi di dottorato non possono svolgere attività didattica universitaria. Se previsto nel regolamento del corso, è consentito affidare agli iscritti una limitata attività didattica sussidiaria o integrativa, anche tramite gli incarichi professionali di supporto alle attività didattiche previsti dai regolamenti dell'Università di XXX. In deroga a quanto previsto dal regolamento per la disciplina dei contratti per prestazione d'opera e a tempo determinato, gli incarichi per lo svolgimento di consulenza, le collaborazioni didattiche, è possibile affidare agli iscritti ai dottorati incarichi di supporto alla didattica dopo un solo anno dal conseguimento della laurea.
* A Favalandia anche chi non fa il dottorato può svolgere attività didattica, con cadenza regolare, e frequenza duratura e continuativa... Peraltro non passa nemmeno un anno da che sei laureato, che a Favalandia puoi già entrare in campo...
Sono compatibili con la borsa di dottorato:
- lo svolgimento di seminari riguardanti le ricerche del dottorando, purché non assuma le caratteristiche di corso di insegnamento o di simile attività didattica regolare
* No, no, questo non succede mai… i seminari non assumono mai caratteristiche di attività didattica regolare… SEEEEEEEEEEE, FIGURIAMOCI SE I DOCENTI RINUNCEREBBERO MAI ALLA LORO ATTIVITA' DIDATTICA!!!!!!
- le collaborazioni a giornali, riviste, enciclopedie e pubblicazioni in genere, anche di tipo elettronico e multimediale, purché non abbiano caratteristiche di abitualità e sistematicità.
* Sì, certo, questo si sapeva, le pubblicazioni non mancano mai!!, anche sulle riviste che non hanno mai spazio per nessuno...
- Articolo 12 – Esame finale
Per comprovati motivi (!!! n.d.r.) che non consentano la presentazione della tesi nei tempi previsti, il rettore, su proposta del consiglio di dottorato, può concedere al candidato all'esame finale una proroga di durata non superiore ad un anno. La proroga non dà diritto alla prosecuzione della borsa.
* Ciuffo, senti qua: a Favalandia la proroga dura molto più di un anno (3-4 anni in media)… Però, sia chiaro, è accettata SEMPRE E SOLO “per comprovati motivi”.
Esempio di motivi comprovati: “Ho trovato troppo materiale, e in tre anni non sono riuscito a finire, anzi a dare retta ce ne sarebbe ancora da andare a pescare” [beh, sai com'è, sapersi limitare e rientrare nei termini previsti è una capacità, non un difetto! anche perché il sapere è infinito, non per questo il dottorato deve durare in eterno...]; oppure: “ Ho concluso la ricerca, ho messo da parte tutto il materiale, ma devo ancora scrivere” [beh, in fondo, hai avuto solo tre anni, cioè solo 1.095 giorni per copiare e incollare tutto... in effetti, è un po' dura...]; o anche: “Non ho fatto un cazzo in tre anni, e ora qualcosa devo scrivere” [beh, sì, diciamocelo, le prime due risposte sono modi eleganti per celare quest'ultima verità...]
Risposta: PROROGA DI 200 ANNI ACCOLTA!
-Articolo 13 – Ammissioni in soprannumero
Su richiesta del Consiglio di dottorato, possono essere ammessi, in sovrannumero, insegnanti di ruolo in servizio a tempo indeterminato nella Scuola secondaria superiore, in numero non superiore al 30%, con arrotondamento all'unità superiore, dei posti messi a concorso.
* DEDICATO AD AUREOLISSIMA!!!
Il regolamento di un corso di dottorato può prevedere lo svolgimento del corso “part-time”, previa approvazione del consiglio di dottorato; tale autorizzazione deve prevedere la durata massima per la frequenza al corso, comunque non superiore alla durata standard aumentata del 50%. Un dottorando part-time perde diritto alla borsa eventualmente assegnata, e contribuisce, ai fini del numero massimo di iscritti a corsi di dottorato ammissibili, per 0.5.
* Ma sono davvero cattivi questi che hanno stilato un simile regolamento!! Fortunatamente a Favalandia (tutti in coro!) Le regole sono fatte per essere trasgredite: i borsisti hanno un contratto che prevede di per sé la frequenza del corso part-time, senza nemmeno bisogno dell’autorizzazione… E anzi, stanno per raggiungere un nuovo accordo: le ore di part-time diminuiscono mano mano che ci si avvia verso la conclusione.
Vi riporto di seguito la scheda informativa:
I° anno: 2 giorni a settimana (giorno di ricevimento del tutor - giorno della lezione dottorale);
II° anno: 1 giorno a settimana (giorno di ricevimento del tutor)
III° anno: mezza giornata a settimana (a piacere)
IV° anno: 3 ore a settimana (a piacere)
V° anno: 1 ora a settimana (l'ora di ricevimento del tutor)
VI° anno: FERIE!
FINE DELLA SECONDA PUNTATA DELLA FICTION: OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO!
Lassie (se non l'aveste capito, oggi mi girano i cosiddetti!)
INTERMEZZO
Era una mattina, in un giorno di sole: "Buongiorno, salve, senta, io avrei un saggetto sul xxx di xxx. Le andrebbe di darci una lettura? Poi magari se le interessa, volevo anche proporle di pubblicarlo"
Risposta: "Beh, sì, deve essere molto interessante ma, vedi, purtroppo non c'è mai spazio nella nostra rivista! E' tutta piena piena, quindi anche se sarà senz'altro stimolante, non posso proprio pubblicarlo".
"Ok, la ringrazio. Comunque, guardi, mi farebbe piacere poter collaborare con voi, anche per altre sezioni".
"Ma certo, sei la benvenuta, anzi avevamo bisogno di collaboratori nuovi. Ti chiamerò senz'altro!"
Ero già pronta a ricevere la chiamata, un po' come dopo aver visto Samara, e invece... Un anno è passato, e nessuno mi ha cagato!!
Eh già, le riviste zeppe zeppe dove non c'è mai spazio per nessuno, se non per quei 9-10 dottorandi di due sole scuderie... Chissà come mai ne resta fuori solo una!
Sempre più schifata...
Lassie
giovedì 25 giugno 2009
OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO. PRIMA PUNTATA
Ecco finalmente il mio primo post serio… Dopo la fiction sentimentale, gestita in grande stile dalla nostra Mal, ecco che compare la fiction accademica…
Ovviamente, come mio solito, manterrò un’impostazione altamente scientifica, con tanto di documenti e articoli alla mano. Si tratta nientepopodimenoché del REGOLAMENTO DI DOTTORATO DELL'ATENEO XXX!
La versione integrale è troppo lunga (nonché assai noiosa e poco interessante in alcune sue parti), per cui estrapolerò solo gli articoli più ghiotti e facilmente commentabili.
Ad ogni modo sono stata costretta a creare più puntate, perché c’è molto da dire…
MOTTO DEL REGOLAMENTO:
Le regole sono fatte per essere trasgredite, e in qual miglior luogo se non a FAVALANDIA?
- Articolo 1 – Finalità
L'Università di XXX istituisce corsi di dottorato di ricerca, al fine di fornire le competenze necessarie per esercitare presso università, enti pubblici o soggetti privati attività di ricerca di alta qualificazione scientifica.
* Fare imprescindibili non-ricerche già argomentate e concluse da altri significa acquisire competenze di alta qualificazione scientifica? Beh, in effetti, l’essenziale “copia-incolla”, mica tutti sono capaci di farlo come si deve! Ci vuole capacità, intelligenza, scaltrezza!
Vi pare poco selezionare una frase, copiarla ed incollarla su un altro documento? Apri e chiudi le virgolette, cambia la grandezza del font, riporta gli estremi in nota…
Sì, certo, sfottete sfottete, tanto, solo al dottorato ti insegnano che ci sono ben tre modi per farlo: dal comando “Modifica” sulla barra delle applicazioni; cliccando il tasto destro del mouse; oppure – ATTENZIONE, SEMPRE PIU’ DIFFICILE!! – tramite tastiera: ctrl+C e ctrl+V per Windows / Mela+C e Mela+V per Mac).
- Articolo 2 – Istituzione
La durata del corso di dottorato, che non può essere inferiore a tre anni
* Ecco dove sta l’inghippo! Ecco perché nessuno si addottora in tempo!! I dottorandi di Favalandia sono troppo troppo rispettosi delle regole. La regola dice che il dottorato non può durare meno di tre anni; ciò spaventa a tal punto che lo si fa durare almeno il doppio!
- Articolo 9 – Borse di studio
L'attività dei corsi di dottorato inizia entro il mese di gennaio. Ai fini amministrativi, l'inizio del corso è fissato al 1 gennaio
* Anche a Favalandia il corso inizia entro il mese di gennaio, ma mica è specificato di quale anno... Il corso inizia sì, entro il mese di gennaio, ma del terzo anno...
Ogni iscritto al corso di dottorato sottopone annualmente all'approvazione del consiglio di dottorato un piano contenente la descrizione degli obiettivi di studio e di ricerca, e dei relativi programmi di attività, per l'anno in cui il piano stesso si riferisce. Tali piani, una volta approvati, costituiscono riferimento esclusivo per la verifica annuale dell'assolvimento degli obblighi formativi da parte di ciascun iscritto a corso di dottorato.
* Vi prego di prestare attenzione al “verifica annuale dell'assolvimento degli obblighi formativi” e al “tali piani costituiscono riferimento esclusivo per la verifica annuale dell’assolvimento degli obblighi formativi".
Dunque se gli obblighi formativi sono fare tutto meno che la ricerca di dottrato, ebbene sì, i dottorandi di Favalandia sono al primo posto!! Come al solito si confermano I MIGLIORI!!
La durata dell'erogazione della borsa di studio è pari all'intera durata del corso, fatti salvi i casi di sospensione o decadenza per mancato adempimento agli obblighi previsti dal regolamento del corso indicati nel bando.
* Suppongo che gli obblighi siano connessi al procedere della ricerca... Ma allora, c'è qualcosa che non torna... Se a Favalandia il dottorato lo si finisce in 6 anni (anziché i canonici e richiesti 3), significa che gli obblighi non vengono portati a termine... E allora com'è che i soldi se li beccano lo stesso? Con tanto di 50% in più per i soggiorni all'estero.
Vediamo, vediamo… Forse ho capito, a Favalandia il dottorato è un surrogato di Alpitour: lo fai per avere agevolazioni su viaggi, vacanze, gite turistiche... Averlo saputo prima... Vabbe', tanto io non sono tra I MIGLIORI!
La conclusione del corso avviene il 31 dicembre dell'ultimo anno della durata del corso stesso.
* Cioè, a Favalandia il 31 dicembre del sesto anno...
- Articolo 10 – Concorso di ammissione
Il regolamento del corso disciplina le prove di ammissione; il concorso di ammissione è per titoli ed esami, che comunque devono prevedere una prova scritta, assicurare un'idonea valutazione comparativa dei candidati, e tempi ristretti per l'espletamento. Sono valutabili come titoli ai fini dell'ammissione il curriculum universitario pregresso e la tesi di laurea.
* Eh sì, la tesi di laurea vale parecchio: vi si valuta il nome del primo relatore…
Il bando di concorso per l'ammissione è emanato dal rettore entro il 30 giugno di ogni anno, che ne cura la pubblicità, compresa la pubblicazione, almeno per avviso, sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nonché la comunicazione al MURST. Il bando di concorso indica comunque:
d. le modalità di svolgimento delle prove di ammissione.
* Ovviamente a Favalandia non esiste nessuna modalità!! Ricordate il motto: Le regole esistono per essere trasgredite ecc. ecc… E qua merita soffermarsi...
Eccoci alla prova di dottorato!
PARTE PRIMA. LO SCRITTO:
“Mi raccomando, ragazzi, siete ad un concorso di dottorato, ci sono pochi posti a disposizione, rispettate le regole!
1. Spegnete i cellulari;
2. Ogni volta che dovrete uscire, consegnate il vostro foglio alla commissione, aspettate l’autorizzazione, andate e tornate in tempi brevi;
3. Depositate le tesi (che avete portato con voi, secondo il bando di concorso) che è vietato consultare durante la prova;
5. In fila venite a firmare, e consegnate il vostro progetto di ricerca di 2000 parole (sempre richiesto dal bando). Tutto chiaro?”.
Alt! Una mano alzata: “Senta, io ho letto solo ieri sera il bando, e proprio mi è sfuggito che fosse previsto un progetto di ricerca”… Reazione della platea: “Anch’io non ce l’ho! – Nemmeno io! – [ma la mia preferita è stata]: Guardi, io l’ho saputo stamani e ho scritto una paginetta a mano, va bene lo stesso?”
Potete immaginare la risposta, vero? “Senta, se lei non è nemmeno in grado di leggere un bando di concorso, figuriamoci se può fare un dottorato… Arrivederci e grazie!”… Non ci credete nemmeno voi, eh? E infatti: “Va bene, non vi preoccupate, portatelo pure il giorno dell’orale (cioè 20 giorni in più a disposizione per stenderlo…)
“Possiamo procedere con le prove?”
Alt! Altra mano alzata: “Senta, io non avevo capito di dover portare una copia della tesi, ma c’è scritto sul bando?”… Reazione della platea: “Neanche io pensavo di doverla portare – Nemmeno io, e ora?”
Risposta (non ve lo faccio più il trabocchetto): “Va bene, mi raccomando però, portatela domani mattina subito”.
Chi dovesse essersi sintonizzato su questi canali a metà del discorso, penserà che sto parlando dell’asilo. No, ragazzi, per niente, sto parlando di un concorso di dottorato!!
Comincia la prova. Tre temi… Quale faccio? Ci vuole concentrazione, devo pensare a tre possibili scalette per poi scegliere quella che mi è più congeniale.
Mi concentro, mi concentro… No, c’è un cellulare che squilla! Va bene, non dovrebbe capitare, ma lasciamo stare.
Riproviamoci. Mi concentro, mi concentro… No, è arrivato un SMS…
AVETE ROTTO LE PALLEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!
Qualcuno è stato forse buttato fuori? No, certo che no! Risposta della commissione: “Via, su, ragazzi, spegnete il cellulare”
N.B. Alla maturità ti cacciano se ti suona il cellulare, ma ad un concorso di dottorato ovviamente no! Perché alla maturità c’è ancora il dubbio che ti vada bene o no, al concorso c’è la certezza di come andrà a finire…
Metà mattina…
Cominciano a farsi sentire i naturali bisogni fisiologici… Quale era la regola? Consegno il foglio alla commissione, aspetto l’autorizzazione, esco il tempo necessario e rientro.
…Ok, fatto tutto, secondo le regole!
Beh, anche altri cominciano ad alzarsi… Ma dov’è il foglio? E’ rimasto al banco? Vabbe’, dai, capita… E la richiesta di uscire? Manco la cagano la commissione… Vabbe’, dai, staranno pochissimo! Come no? 15 minuti…
E c’è pure chi, senza ritegno, si avvicina alla sua tesi, se la prende, e se la porta al tavolo consultandola… La commissione sarà infuriata! No, manco per niente, osservano senza commentare...
Ma la chicca della mattinata è stata un cervello seduto dietro di me: esce senza consegna del foglio e senza permesso… Vabbe’, ormai abbiamo visto che la prassi è questa. Sarà andato in bagno….
5 minuti. Vabbe’, starà facendo la grossa…
10 minuti. Vabbe’, la tensione gioca brutti scherzi…
15 minuti. Vabbe’, si starà fumando anche una sigaretta…
20 minuti. Vabbe’, forse si è fumato una canna…
25 minuti. Vabbe', si sarà ucciso...
30 minuti. Rientra…
Però ha qualcosa di diverso… Mi sembrava più "leggero" quando è uscito. Ah, ecco cosa! Il panierino!: una bottiglietta d’acqua, e il pacchetto con il panino (che ovviamente mangia durante la prova).
AH, E’ ANDATO AL BAR, C'E' STATO MEZZ'ORA… E MICA GLI E’ STATO DETTO NIENTE!!!
FINE DELLA PROVA SCRITTA
PARTE SECONDA. L’ORALE
Tocca a me. “Allora dunque, prendiamo il suo compito scritto… No, guardi, in mezzo a tutte queste buste (20 scarse) non lo trovo. Di cosa parlava?” Io: “Beh, ho parlato di xxx”. Commissione: “Ah, sì, me lo ricordo, ma non c’è bisogno di riparlarne. Mi parli del suo progetto di ricerca”…
FINE DELLA PROVA ORALE
FINE DELLA PRIMA PUNTATA DELLA FICTION: OGNI REGOLAMENTO DEL REGNO!
Lassie
martedì 16 giugno 2009
IL PIÙ INTELLETTUALE DEL REAME
col marcondirondirondello;
mai avevan visto un contadino:
facevan tardi a tirar mattino.
E whisky kid col suo cirano
e un produttore napoletano
registi, critici e premi vari,
rossi al crepuscolo i cardinali.
Erano al centro dell'argomento
tutta questione d'allenamento;
di notte a turno scendevan le scale
gridando al buio della sala centrale:
"Su, dimmi, specchio delle mie brame,
chi è il più INTELLETTUALE del reame?
su, dimmi specchio delle mie brame,
chi è il più INTELLETTUALE del reame?"
(R. Vecchioni, con piccola licenza poetica)
C'è il novello genio degli studi umanistici, che qualunque cosa sia lo "lo leggerà volentieri";
c'è il Monsieur Le Quadriennal che ha catalogato non so quanti scenari;
c'è Ciuffo che ha congelato un dottorato, ne porta avanti un altro e intanto doce;
c'è Mister La-Perfezione-Sono-Me che fa politica d'intelletto e mostra il volto da stiro e ammiro;
c'è Dòtto che cinema-musica-orchestra e non saluta quando è con la gente che conta;
c'è quello che organizza convegni a Parigi e se la Sorbona è chiusa "andremo in una brasserie";
c'è quel tale che crede che "atavismo" sia una parola complicata e la usa nel tentativo di confonderti;
c'è Sir Wiki che ha fatto il possibile, l'impossibile e si sta attrezzando per i miracoli, con la promessa di scoprire un continente entro l'anno venturo;
c'è la capra che sta rivedendo la grammatica italiana, francese e dell'Anatolia minore.
Sono tanti mia signora, e voi siete rimasta un po' indietro. Non tenete un corso, non avete un ufficio e nemmeno una mezz'oretta di ricevimento. Non siete cultrice di nulla, a parte del basilico e del rosmarino che non vi crescono neppure troppo bene, non avete una pagina su wikipedia e avete impiegato soltanto un anno per la vostra tesi. Credete ancora che le brasserie siano fatte per mangiare, avete il congelatore troppo piccolo e nemmeno troppo ben funzionante, non portate in barca i rimari e le edizioni semi diplomatiche, non frequentate mai la gente che conta e quando non salutate è perché siete distratta. E non da ultimo quell'antifuturismo di fondo così sconveniente...insomma...
Ci avete provato, mia signora, ma è andata male.
Sapete, il cielo dei poeti è un po' affollato in questi tempi, al massimo, continuando così, potrete avere un posto da usciere o da scrivano: dovrete lucidare i loro specchi, trascriver quartine a Kayyam, ma alla fine, se vi impegnerete abbastanza, un lauro da genio minore per voi, sul LORO ONORE, non mancherà...
Nev
domenica 14 giugno 2009
Puntata prima.
“Pronto?”
“Ciao Mal, sono X, mi sono fatto dare il tuo numero da Y, spero non ti dispiaccia”
Bell' inizio originale... complimenti.
“No, figurati. Dimmi...”
“Volevo chiederti se ti va di uscire con me, magari ci vediamo per un caffé”
'azz... non ero preparata...ma in fondo un caffé non si rifiuta a nessuno... Grosso errore. Avrei dovuto capire.
Bene. Oddio bene... benino. Alla fine cose da raccontare ne ha... Certo, zero carisma e zero brio, ma forse vale la pena di approfondire un po', chissà che non sia semplicemente l'imbarazzo della prima uscita.
Con questo buon proposito i caffè sono diventati 200... Perché? Perché lui ha capito tutto, lui sa come conquistare una donna.
E dopo 200 caffé, finisce che mi sfinisco. Siamo alle solite: tocca a me fare un passo avanti, altrimenti qui ci danno la pensione... Considerato l'estro del soggetto in questione, scelgo di essere altrettanto banale:
“Guarda scusa, ma io sono parecchio stanca. Ti va se, anziché uscire, ci guardiamo un film da me?”
Messaggio non raccolto. Comunicazione fallita. 'Sta cosa del film se la prende seriamente... Ci pensa, ci riflette, ripercorre le sue conoscenze in ambito cinemtografico... ma la decisione è difficile... “E ora che film le porto?”
Dopo un intenso pomeriggio di studio ecco che arriva l'illuminazione.
Io, candida come non mai, sono all'oscuro del piano geniale che lui ha elaborato...
Si presenta con un enorme zaino strapieno... “e dove va? E' scappato di casa? Sta venendo a vivere con me oppure parte per il campeggio?”
Niente di tutto ciò. Si è solo portato dietro circa un centinaio di dvd (ciascuno contenete almeno 3 dvx), cosicché il film potessi sceglierlo io ... Che carino...
“Ma ti sei protato dietro tutti i film che avevi in casa?”
“Sì”
Oddio.... Questo non è neanche stato in grado di scegliere un film-pretesto... figuriamoci come se la cava con il resto... ora mi viene di sicuro un attacco di panico...
“Ah, ho capito. Però io come faccio a sceglierne uno? Con quale criterio? Scelgo il titolo che mi ispira di più?”
Stolta. Il genio aveva elaborato un piano infallibile... E quel sorriso sardonico non preannuncia nulla di buono...Mi guarda con l'aria di chi la sa lunga, infila una mano nel suo zaino e....
“Ti ho portato questo, così puoi scegliere”
No, aspetta un attimo... ma sul serio mi ha portato il dizionario dei film? Ma che bella idea! Così ora possiamo passare la serata a leggere le trame dei 4000 film che hai portato... Non ci posso credere, salvatemi. E ora cosa faccio? Lo sbatto chiaramente fuori di casa. E invece no... Ne scelgo uno assolutamente a caso.
Nel frattempo mi viene da piangere e mi concentro per cercare di farlo sparire, se non dal mondo, almeno da casa mia. E guardiamoci 'sto film... Ma quando si guarda un film, si sa, lo si guarda dall'inizio alla fine in religioso silenzio, anche se è la peggio schifezza.
Sto per addormentarmi quando il nostro Don Giovanni decide che è il momento di provarci. Lo avverto, lo percepisco... Speriamo che decida di non farlo, per carità, non è proprio cosa... Ma lui è un duro, lui sì che sa come affrontare la situazione, parte battagliero... sono finita.
Decide di prenderla alla larga... comincia con un inncuo bacino, poi un altro e si arriva al terzo... mi si attacca come una cozza alla guancia destra e non sembra avere intenzione di staccarsi... Oddiooooooooooooooooooooooo
Improvvisamente il film comincia a piacermi, non mi muovo e resto con lo sguardo fisso sullo schermo... Capirà che non lo voglio baciare, no? Capirà che se volessi mi girerei e basta, no?
No. Dieci minuti, e dico dieci minuti, di intenso terrore, con questo coso appiccicato alla mia guancia... e il film finisce...
“Va bè, questo film faceva schifo e si è fatto parecchio tardi. Facciamo che tu te ne vai e io vado a dormire?”
Ottimo. Sono salva. Provata, ma salva. Tutto sommato me la sono cavata bene: non è successo niente e la nostra non-relazione è finita, per ovvi ed evidenti motivi.
6 mesi di meraviglioso silenzio.
...ma a volte ritornano...
in una mattina qualsiasi di un giorno qualsiasi accendi il telefono e lui è di nuovo lì:
“Buongiorno amore mio, continuo a pensare a te...”
Ma stai scherzando??????????????? Chiaramente si sarà sbagliato e il messaggio non sarà stato per me. .
Oggi, per l'occasione,vorrei darti un consiglio: lascia perdere, non è proprio la tua strada. Fai convegni, tieni seminari, dirigi orchestre, fai ricevimenti e lecca il culo a tutti i professori, ricercatori, assegnisti, musicisti e artisti che ti passano intorno.... ma smetti di fare il vincente con le donne perché non ti riesce proprio, non fa per te.
Mal
giovedì 4 giugno 2009
Professori, geni e aneddoti
«Ma tu che cosa fai?».
Sollevo lo sguardo.
Volgo gli occhi intorno
A destra: lei.
A sinistra: nessuno.
Davanti: nessuno.
Dietro: nessuno.
Deduco così, con sagacia e prontezza, che la lei in questione si stia rivolgendo a me.
Con altrettanta prontezza e sagacia capisco che ciò che vuole sapere non è cosa sto facendo in questo momento (il che, per altro, sarebbero fatti miei), bensì cosa faccio nella mia vita (il che, per altro, sarebbero sempre fatti miei).
Con la stessa prontezza e sagacia intuisco infine che sarebbe meglio raccontarle una balla clamorosa. La speleologa (sempre quello). La segretaria. La cooperante.
Però non lo faccio.
Perché? Mah. Orgoglio per l'ambizioso ruolo ricoperto? Sincerità di fondo? Desiderio analitico nei confronti della multiforme specie umana? Stupidità totale?
Ognuna di queste potrebbe essere la risposta.
Fatto sta. Dico la verità.
Il dottorato.
In cosa?
Rispondo.
Urla «Che mito! Che figo! (o figa, o fighi, non capisco bene). Mi guarda strabuzzando gli occhi.
Quando si riprende dal terribile shock, poi, mi chiede
«E chi ti ha presentato?».
Cosa vorrà dire?, mi chiedo. Forse chi mi ha raccomandato.(perché naturalmente al dottorato in Italia si entra solo così). Oppure chi era la mia relatrice.
Propendo per la seconda per evitare di insultarla, ma non ci credo davvero.
Glielo dico.
Nuovo rischio svenimento. Nuove grida.
Che fortuna ad aver studiato con lei! Un mito! Che figa! (o figo, o fighi, continuo a non capire).
E non posso fare a meno, qui, di ricordare quel capo scout che mi trovai davanti in una sperduta città bosniaca, in un'estate caldissima, alle 7.30 della mattina, il quale, scoprendo la nostra affinità elettiva (di Bosnia e di studi) si sentì in dovere di discorrere mezz'ora sulla sua fondamentale tesi di laurea, sulla sua altrettanto essenziale tesi di dottorato e, soprattutto, sulla fortuna facciata che avevo ad essermi laureata con quella professoressa.
30 minuti.
Poi se ne andò per via della messa (santa davvero, in questo caso).
Vabbé.
Tento di glissare.
Niente.
Vuole dirmi a tutti costi che anche lei vuole fare il dottorato. Uno a caso mi sembra di capire. Quale non è importante.
Per un attimo penso di consigliarle Favalandia.
Ma lei prosegue.
«Però - mi dice - io sono una persona normale».
Oddio. Normale normale non mi sembri, vorrei dire.
Ma taccio.
Invece chiedo
«Scusa. In che senso?».
Non mi è del tutto chiaro.
Lei specifica.
«Eh. Io studio. Non sono mica un genio».
E così mi spalanca un mondo.
Lo strappo nel cielo di carta. Oreste diventa Amleto.
Vorrei chiederle dove vive, da che pianeta viene, dove pensa di essere.
Mi viene persino tenerezza. Vorrei abbracciarla, consolarla, spiegarle paternamente che la sua romantica idea di un dottorato fatto di geni è quanto di più lontano dalla realtà possa esistere.
Vorrei dirle che già lo studio, per il dottorato, è un'optional, figuriamoci l'intelligenza e che comunque, nella mia poca esperienza, la maggior parte di quelli che ho sentito definire geni sono al limite del ritardo, e qualche volta stanno dal limite negativo.
Vorrei darle l'indirizzo di questo blog, tanto per farle capire come la penso.
Vorrei sorridere e fare tutto questo con gentilezza, ma non ci riesco.
Riporto il viso sul mio portatile per puffi e rispondo
«Nemmeno io. Altrimenti non sarei qui».
Sarei all'estero, in vacanza, avrei un posto di lavoro super qualificato da qualche parte, super pagato da qualche altra, da tante altre parti, ma di sicuro non qui, incastrata nell'assurda e straziante agonia dell'Università italiana e della sua ultima simpatica novità: i contratti gratuiti di insegnamento.
Bene.
Chissà che almeno quello non lo propongano anche a me.
E' da vedere.
Ma tu Nicia, tranquilla.
Per te ce ne sarà uno di sicuro...
Nev.
domenica 31 maggio 2009
LE MANI SPORCHE
lunedì 25 maggio 2009
LA RIFLESSIONE
Fino all'ultimo hai pensato di disertare ma poi ti sei lasciata fuorviare (ancora una volta) da quella parola obbligatorio, che pure solo tu e pochi altri tra gli esimi colleghi dovete aver colto nella sua denotazione principale.
In compenso, entrando ti sei imbattuta nell'abituale sfavillio di amabili sorrisi, raccolti come pecore intorno al pastore. Sono gli eletti, i prescelti. Quelli che faranno carriera. Normalmente li malediresti, ma adesso sei troppo preoccupata per le due ore seguenti.
Mentre il Professore spiegava hai fatto di tutto per rimanere sveglia.
Hai scarabocchiato disegni sul foglio, hai pensato alle linee per un post, a un racconto, ti è venuta in mente l'avventura per la prossima seduta di D&D, l'ispirazione per un romanzo. Ti sei ricordata le centinaia di cose che devi fare prima di sera, poi quella da fare prima della fine della settimana, del mese, dell'anno.
Ti sei convinta dell'inutilità della tua tesi di ricerca, anzi, dell'intero settore di ricerca, anzi, dell'intero ambito umanistico, anzi, delle tesi di ricerca in generale.
Hai auspicato un cambiamento dell'Università, anzi, una rivolta, anzi, una rivoluzione, anzi, la fine del mondo (se possibile istantanea così da porre fine ai tuoi tormenti).
Quando casualmente hai colto qualche parola di quelle inutili seghe mentali senza alcun fondamento ti sei chiesta perché mai nella vita non ha deciso di fare altro. Che so, l'astronauta, la speleologa, la contadina autosussistente.
Sei sudata, stanca, spossata. Intorno a te molti continuano ad annuire. Tra le cose che non sopporti, te ne ricordi adesso, ci sono quelli che annuiscono in continuazione.
Ergo, ti sale la bile. Ergo, hai ancora più caldo e ti sale la smania. Vuoi alzarti e andartene. Ti fanno male i reni e ti scappa la pipi.
Come in quella canzone di Gaber vorresti essere ovunque: dal dentista, a casa malato, ovunque ma non lì.
Poi finalmente la lezione è giunta al termine.
Il professore dice «abbiamo terminato» e tu vorresti abbracciarlo.
Il mondo torna a sorridere.
Ancora una volta ti torna in mente l'illuminante frase di Sartre e te la ripeti per darti coraggio.
Ma sì. In fondo la fine del mondo si può rimandare di qualche giorno e invece di una rivoluzione totale si potrebbero apportare migliorie qua e là.
E mentre stai riflettendo sul tuo soggetto di ricerca, pronta a rivalutarlo con rinnovato vigore, ecco la sua voce.
«Professore, scusi, vorrei fare una domanda»
Adesso ti alzi e lo uccidi.
«Beh, veramente non è proprio una domanda. E' più una riflessione direi»
Il panico ti assale.
La riflessione si snoda per 5 interminabili minuti in cui non capisci assolutamente niente.
Alla fine il professore dice
«Mah, non saprei. Sentiamo cosa ne pensano gli altri»
Quando 35 minuti e 4 riflessioni dopo riesci finalmente ad abbandonare l'aula hai due sole certezze.
La prima è che dopo n ore lezione, per quanto grande sia n, c'è sempre qualcuno che sente l'esigenza di fare una riflessione.
La seconda è che è impossibile procrastinare ancora.
Nev
sabato 23 maggio 2009
Che cos'è una donna-oggetto?
È un attimo e il concetto è già lì, senza preavviso.
Una frazione di secondo di assordante silenzio in cui ogni fanciulla attorno al tavolo ricapitolava quanti dei suoi cosiddetti “scopatori” l'avevano effettivamente trattata (o quantomeno pensata) come una donna-oggetto.
Nella frazione di secondo successiva, bella come tutto ciò che non ha una risposta immediata, in testa c'era già la domanda:
MA COS'È POI UNA DONNA-OGGETTO?
E cerchiamola questa risposta.
Intuitivamente parlando per donna-oggetto si intende l'esemplare femmina che viene scopato brutalmente dal sempre cattivissimo esemplare maschio in crisi ormonale.
Se ne dovrebbe dedurre che la femmina, vittima di cotanta meschinità, non è in grado di scegliere se acconsentire al rito dell'accoppiamento oppurre no.
Per contro il maschio, sempre preceduto dal profumo dolciastro della sua fama di don Giovanni, non è in grado di frenare il suo istinto animale che sibila costantemente al suo orecchio “vai e svuotati prima dell'esplosione”.
Dato che in tutto ciò non c'è nemmeno la parvenza di una seppur minima attività cerebrale, siamo costretti a concludere che i rapporti uomo/donna sono destinati ad essere governati dalla legge (io Tarzan, tu Jane) del “testosterone über alles”.
Ora: per quanto si possa effettivamente discutere sull'idea che il maschio sia mosso esclusivamente dalle necessità dei suoi beneamati genitali (e lo trovo chiaramente eccessivo, come ogni generalizzazione), rigetto totalemte l'idea della donna che come una perfetta cretina aspetta di farsi scopare e abbandonare, e poi magari si fa pure un piantino dopo.
E no.
Inaccettabile. E per giunta di uno sconcertante maschilismo.
Intanto bisognerebbe tenere presente che il sesso si fa in due, e grosso modo in egual misura (quindi scopare e non farsi scopare). Secondo: sarebbe il caso di cominciare ad accettare l'idea che l'esemplare femmina è dotato di libera scelta, e può decidere deliberatamente di voler fare sesso con un uomo (e questo al di là del giudizio sulla persona che una tale scelta inevitabilmente si porta dietro).
Per come la vedo io il problema è un altro: non si tratta di doversi confrontare con un uomo bastardo che tanto fa sesso con te e poi sparisce. Il problema è che, il più delle volte, bisogna confrontarsi con persone (uomini o donne che siano, perché il discorso non è limitato ai soli rapporti emotivo-carnali di sessi opposti) del tutto prive di curiosità. Il fatto che non sia importante chi sei, cosa pensi, cosa fai e perché non deriva dall'esclusivo intento di voler scopare, ma semplicemente dalla mancanza di stimolo a volerne saperne di più. E allora forse, in quest'ottica, la cosiddetta donna-oggetto non esiste in quanto tale; esiste una persona curiosa di fronte ad una persona arida (il fatto che poi, spesso per l'uomo curiosità significhi matrimonio è un altro capitolo).
Io, personalmente, lo trovo allarmante e spaventoso, molto più del pensiero che un uomo possa voler fare sesso con me perché è il momento del “vai e svuotati”.
E allora forse non è la rabbia a dover prendere il sopravvento, ma solo la tristezza disarmante di chi pensa che la curiosità sia il motore di un mondo che fondamentalmente non può che stare fermo.
Mal
venerdì 22 maggio 2009
Meraviglioso...
giovedì 14 maggio 2009
Buon compleanno Nev!
Consolati....
Noi con gli anni ti vogliamo sempre più bene, e ti festeggieremo ugualmente (anzi ti festeggieremo molto molto di più!)
TANTI AUGURI NEV!
Mal e Lessie
mercoledì 13 maggio 2009
IN FREZEER
Per comodità lo denomineremo Ciuffo.
L'interesse del suddetto, tuttavia, non risiede nel suo abbigliamento né nella sua (pur lodevole) pettinatura, bensì nella sua carriera universitaria.
Riporto di seguito, a titolo esplicativo, uno stralcio di conversazione.
Sai, io sto facendo due dottorati.
Ma come? Non è illegale?
In Italia è illegale, ma all'estero si può.
E cosa ci fai con due dottorati?
Uno l'ho congelato.
Scusa, Ciuffo, in che senso? Come il pesce fresco se non puoi consumarlo subito?
Insomma, è bloccato, quando avrò tempo e voglia poi lo riprenderò in mano.
Ah, quindi proprio come il pesce fresco.
In Italia non si potrebbe, ma all'estero sì. Se ci pensi bene è assurdo.
Anche se ci penso poco e male, Ciuffo. E' assurdo subito. E nel frattempo che succede?
Il dottorato sta lì e mi aspetta. Tra 60 anni potrei tornare e dire che voglio finirlo.
Vabbè. Insomma ne fai due. Ma cosa te ne fai?
Mi hanno consigliato di fare questo. Vale di più.
Ah! Quindi te l'hanno "consigliato".
Però sono senza borsa. Sai, è incompatibile con il contratto.
Scusa Ciuffo, quale contratto?
Ah, non te l'ho detto? Insegno all'Università di XXX. Sono professore a contratto.
Ma professore di che? Hai due dottorati e non ne hai finito nemmeno uno...cosa insegni? Teoria del congelamento?
E' perché oggi la didattica è indispensabile per i concorsi.
Ma davvero Ciuffo? Pensa, non lo sapevo. Se no l'avrei accettato anch'io, almeno uno dei 18 posti di professore a contratto che mi hanno offerto.
Invece li ho rifiutati. Che sciocca! Ad averlo saputo.
Vabbè, a lui lo hanno consigliato.
E quando ti consigliano, si sa...
Nev
martedì 12 maggio 2009
CYBER
Il giorno dell'ibridazione, in ogni caso, io sarò in prima fila.
Girando per il web (non c'ho un cazzo di meglio da fare? la mattina no...) e sui noti social-networks mi capita sempre più spesso di imbattermi in blog o pagine personali di ragazze/i che hanno deciso di usare la parola magica di internet: "cyber". Da qualche anno ormai sembra che basti mettere una foto con 2 extension verdi, un paio di occhiali da aviatore della 1° guerra mondiale (ma rigorosamente neri), aver letto un paio di pagine di William Gibson, mettere come sottofondo al profilo di myspace un pezzo vagamente rock/elettronico e uno può dirsi "cyberpunk" per fare il figo col resto del mondo. Fino qua la cosa mi infastidirebbe in maniera ancora relativa, ma poi arriva la ciliegina sulla torta: sfilze di "01001101" scritte a caso perché tutto d'un tratto scrivere in binario è diventato cool. In un primo momento pensavo che forse ci sarebbe stato di che rallegrarsi: finalmente grazie ad internet potrò conoscere un gran numero di persone coi miei stessi interessi?
NO
Se uno si prende la briga di legger qualcosa su 2/3 di questi blog a caso (e io l'ho fatto, sempre perché la mattina non connetto) o di sentire i discorsi che vanno per la maggiore durante qualche concerto si rende subito conto che questa gente non sa nemmeno che cyber deriva da cibernetica...figurarsi se sanno cos'è la cibernetica. Siccome io sono pigro e poco versato nei rapporti sociali ho sempre lasciato correre(e a volte, ripensandoci dopo, mi facevo un po' schifo da solo...).
Siccome sembra che scrivere sia un modo poco distruttivo per sfogarsi ho deciso di fare una prova: se qualcuno avesse potuto collegare un computer al mio cervello (molto cyber-punk,right?) mentre il sottoscritto sentiva 1 ragazza rigorosamente vestita "futuristica" parlare durante una pausa dell'italian gods of metal del suo ragazzo "che è un hacker" ecco cosa
avrebbe registrato:
Tu non sai niente. Cosa mi dovresti rappresentare tu? Pseudo-nerd che come minimo ha cominciato ad usare il computer con windows xp, che quando dice "il 360" intende l'xbox 360, non l'ibm 360 (e porca puttana, se non sai nemmeno cos'è sarebbe meglio chiudessi facebook a cominciassi a leggere un po' di storia, prima di spacciarti per appassionato di certe cose), che pensa che l'essenza di esser "cyber" sia passar il giorno a giocare online a world of warcraft (e non sa nemmeno chi era Wiener) e che il massimo risultato dell'informatica sia poter chattare con l'iphone (senza nemmeno sapere cos'è una codifica dati) con la sua amica coi capelli verdi, che probabilmente pensa che "cyber-punk" sia una moda copiata dai vestiti dei personaggi dei manga.
Tu non hai idea di cosa voleva dire davvero spaccarsi la testa sugli articoli di mcmicrocomputer (che naturalmente è fallita) per cercar di capire la differenza tra indirizzamento flat e segmentato, memoria estesa,espansa,lower and upper, imparare i comandi AT per non far sentire il rumore del modem ai tuoi, sperando che tua mamma non alzasse la cornetta e ti scoprisse (rovinando magari 40min di paziente attesa per scaricare 200k di gioco pirata). Scoprire che esisteva netbsd e linux, passare pomeriggi ad installarlo senza nemmeno ben sapere a cosa ti sarebbe potuto servire, ma cazzo, solo vedere un prompt con le "/" davanti alle directory ti faceva sentire come se fossi ai bell-labs, con un pdp-11 a fianco che ronzava leggendo un nastro magnetico. Tornare mestamente al dos perchè linux all'epoca richiedeva dedizione e conoscenza, ritentare per perdersi nel mare di schermate di errore incomprensibili, riprovare per l'ennesima volta con la paura di fare qualche casino da cui non saresti stato capace di uscire. Non per vantarsi con gli amici dicendo "ho una partizione slackware" perché tanto i tuoi amici nemmeno sapevano cosa fosse, al massimo vedevano il pc come una surrogato del super-nintendo dove però potevi copiare i giochi, ma per sentirsi un pochino meno merda rispetto a quelli che, 20 anni prima, con un 34 istruzioni e 2048 locazioni di memoria avevano mandato un uomo fino sulla luna. Tu non hai idea di cosa voleva dire avere il mal di stomaco dopo aver letto che l'ultimo dei buzzurri americani aveva investito la macchina di Seymour Cray. Cray non poteva morire, perché almeno nella mia fantasia, doveva continuare a sfornare supercomputer fino a quando ci sarebbe stata l'ibridazione tra noi e l'arsenuro di gallio e poi avremmo marciato nei nostri nuovi corpi sintetici fino a pizza s.pietro, guardato il papa in faccia con qualche sensore multi-spettrale dicendogli: "This is the age of the cyborgs, you're obsolete". Oggi invece i computer sono diventati un elettrodomestico, ma dell'arsenuro di gallio si continua a parlarne "tra 5 anni...". E tu pensi che basti mettere uno sfondo stile matrix per far parte di questo mondo, solo perché adesso è diventato figo?. Cyber non vuol dire vestirsi come Neo e vantarsi di saper sbloccare i cellulari, magari per far colpo su qualche ragazza, cyber vuol dire condividere e ricercare quell'idea di fusione tra uomo e macchina che va indietro nella notte dei tempi, da quando Charles Lindbergh usava "We" per riferirsi a lui e il suo aereoplano, come una cosa sola "We have made the flight across the ocean, not I or It".
Io ti odio. Ti odio perché quelli come te, forti della loro maggioranza numerica, spostano i soldi e decidono dove va il mercato. Per colpa di quelli come te la Microsoft è diventata un monopolio e la Digital è fallita. E gente che una volta progettava l'alpha axp adesso progetta i chip del tuo cellulare, perché gli investimenti ormai seguono le mode.
Quindi smettila di dire che sei un cyber-punk, perché se ci fosse davvero un mondo come quello che io vorrei, tu avresti di che preoccuparti.
Questo gli avrei voluto dire...ma in realtà ci siamo guardati in silenzio per 2 secondi.
Colonel Jack Grady